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Il miele italiano

Apicoltura e vendita di miele

Vendita di miele

Il miele d’acacia

Grandi esportatori di miele sono l’Ungheria, nell’Unione europea, e l’Argentina, in America. In Italia, il consumo di miele è fortemente tributario delle importazioni. La produzione è fortemente variabile, in relazione all’annata climatica (freddi, siccità) e alla salute degli alveari. Ecco alcuni dati sulla produzione italiana di miele (fonte: Osservatorio nazionale della produzione e del mercato del miele - Castel San Pietro Terme, Bologna)
Nel 2004 gli alveari in Italia erano 1.070.000 (in Francia 1.345.000).
Le principali regioni produttrici nel 2004 sono state:
* Lombardia (oltre 116.000 alveari)
* Piemonte (quasi 101.000 alveari)
* Emilia-Romagna (oltre 96.000 alveari)
* Sicilia (90.000 alveari)
* Toscana (oltre 89.000 alveari).

La pappa reale

Il miele biologico

Attrezzatura apistica

Arnie e api

L’apicoltura a Roma

Famiglie delle api

Corsi di apicultura a Roma

Come viene raccolto il miele da porre in vendita
Il miele è contenuto in un calice fioraie molto profondo per cui questi fiori possono essere visitati soltanto da quegli insetti che la natura ha particolarmente attrezzati all’uopo. Le api, i bombi e le farfalle sono provviste di un apparato boccale succhiante estroflettibile, ricco di sensilli, mediante il quale possono suggere il miele dai profondi calici dei fiori ed accumularlo nello stomaco.Tutto ciò che giunge nel nostro stomaco viene immediatamente incorporato ai succhi gastrici e ci appartiene incontestabilmente; lo stomaco delle api invece è paragonabile ad una borsa da spesa, il cui contenuto appartiene a tutta la famiglia, a tutto l’alveare.
La parola miele sembra derivare dall’ittita melit. Per millenni ha rappresentato l’unico alimento zuccherino concentrato disponibile. Le prime tracce di arnie costruite dall’uomo risalgono al sesto millennio A.C. circa.Anche nell’antico Egitto il miele era apprezzato, e le prime notizie di apicoltori che si spostavano lungo il Nilo per seguire con le proprie arnie la fioritura delle piante risalgono a 4000 anni fa. Durante gli scavi delle tombe dei faraoni sono stati rinvenuti vasi di miele ermeticamente chiusi il cui contenuto si era perfettamente conservato. Il miele era messo in vendita anche per curare i disturbi digestivi e per creare unguenti per piaghe e ferite.I sumeri lo impiegavno in creme con argilla, acqua e olio di cedro, mentre i babilonesi lo impiegavano per cucinare: erano poste in vendita delle focaccine fatte con farina, sesamo, datteri e miele. Nel Codice di Hammurabi si ritrovano articoli con cui gli apicoltori erano tutelati dal furto di miele dalle arnie.La medicina ayurvedica, già tremila anni fa, considerava il miele purificante, afrodisiaco, dissetante, vermifugo, antitossico, regolatore, refrigerante, stomachico e cicatrizzante. Per ogni specifico caso era indicato un differnete tipo di miele: di ortaggi, di frutti, di cereali o di fiori. I Greci lo consideravano "cibo degli dei", e dunque rappresentava una componente importantissima nei riti che prevedevano offerte votive. Omero descrive la raccolta del miele selvatico; Pitagora lo raccomandava come alimento per una vita lunga. I romani importavano grandi quantitativi di miele offerti in vendita da apicultori di Creta, Cipro, Spagna e Malta. Veniva utilizzato come dolcificante, per la produzione di idromele, di birra, come conservante alimentare e per preparare salse agrodolci.

Glossario riguardante api e vendita di miele
* Barre e barrette teli disposti parallelamente e orizzontalmente in alto negli alveari, sotto i quali le api vanno a costruire i loro favi. L’apicoltore li abbozza fissando una banda di cera goffrata sulla faccia inferiore che servirà da guida alle api. Le barrette sono utilizzate negli alveari Warré, la loro larghezza è di circa 25 mm e il loro spessore è di circa 9 mm, non sono combacianti in modo che le api possano circolare tra il corpo e i diversi rialzi, l’ultimo piano è chiuso da un coperchio. Le barre sono utilizzate in alveari orizzontali tipo top-bar, la loro larghezza è di circa 35mm e il loro spessore è di circa 25 mm. Sono montate combacianti e formano una volta posizionate il coperchio dell’alveare.
* Cella o alveolo compartimento di sezione esagonale e con l’asse leggermente inclinato in relazione all’orizzontale (di circa 13°) che forma il motivo di base dei favi di un alveare e può servire a diversi usi: disidratazione dell’acqua del nettare, maturazione e stoccaggio del miele, stoccaggio del polline, allevamento delle larve di operaia.
* Cella di salvezza cella costruita dalle operaie per la produzione di regine negli alveari orfani.
* Cera goffrata presentata in fogli, si tratta di una pellicola di cera naturale sulla quale una macchina ha segnato a caldo e su entrambi i lati l’imbocco di fondo dei futuri alveoli: posti verticalmente su dei quadri di legno e rigidificati da un filo metallico situato nel loro spessore e che li percorre zigzag e da bordo a bordo, questi fogli facilitano il compito delle api ceraie alle quali l’apicoltore li propone come abbozzi sui quali vanno a costruire le pareti dei diversi alveoli.
* Covata insieme delle uova, larve e ninfe contenuti in un alveare.
* Entomofile si dice di piante che utilizzano gli insetti come vettore per la loro fecondazione.
* Fare la barba comportamento delle api che denota che l’alveare è insufficientemente aerato o manca di freschezza; generalmente, si osserva questo fenomeno verso la fine dei pomeriggi più caldi d’estate: le api, battendo le ali con un brusio caratteristico, si dispongono in gran numero sul telaio di volo o restano sospese le une sulle altre, le più in alto sono appese al bordo del telaio di volo o sulla parete dell’alveare che sovrasta l’entrata;
* Gozzo tasca comunicante con lo stomaco, isolata da questo da una valvola.
* Mellifere piante che danno in abbondanza sostanze zuccherose accessibili alle api domestiche.
* Opercolo fine membrana di cera che chiude una cella.
* Organolettico che agisce sulla percezione sensoriale, per gli alimenti: gusto, odore, colore, aspetto, consistenza...
* Partizione paratia mobile che aderisce alla sezione di un alveare, posta parallelamente ai ripiani permette di ridurre il volume dell’alveare. Allo scopo di facilitare il suo mantenimento in temperatura da parte delle api al momento dello svernamento o quando la colonia è debole.
* Telaio di volo piccola superficie piana, posta alla base del corpo dell’alveare e leggermente inclinata verso l’esterno: serve da pista di decollo o d’atterraggio alle bottinatrici, e da posto di guardia alle api guardiane (sentinelle).
* Alveare orfano alveare che non ha più la regina.
* Stato di ronzio stato di un alveare affumicato che emette un ronzio intenso, in seguito al suo affumicamento.
* Spermateca riserva nell’addome della regina contenente il seme dei bombi che servirà a fecondare le uova di operaia e di regina.
* Top-Bar termine anglo-sassone che indica le barre, è anche il nome di un alveare munito di queste barre. Quest’alveare, orizzontale, si presenta come una profonde gronda di sezione trapezoidale, chiusa da un tetto. Economico, è stato creato inizialmente per i paesi in via di sviluppo.

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Queste sono le caratteristiche che contraddistinguono Apicoltura Spiccalunto, e che affiancate a 400mq di laboratorio per la lavorazione di prodotti apistici la collocano tra una delle emergenti realtà del settore apistico nazionale.

Link al mondo dell’agricoltura, delle api e del miele

Cartografia dei suoli (pedologia) - Regione Emilia-Romagna http://www.regione.emilia-romagna.it/carto/reper/fram_ped.htm
[Emilia-Romagna] - Cartografie e dettagli per l’utilizzo dei terreni agricoli. Profili e destinazioni d’uso. Dettaglio e semi-dettaglio, carte tematiche a diverse scale di grandezza.
I.TER - Progettazione ecologica del territorio http://www.pedologia.net/
Studi sulla utilizzazione dei terreni agricoli ai fini di un coerente sviluppo economico ed ecologico nella regione Emilia-Romagna. Cartografia dei suoli, zonazione viticola, assistenza tecnica in agricoltura.
Pedologia http://www.sito.regione.campania.it/agricoltura/pedologia/home.htm
[Campania] - Guida breve ai suoli della regione. Rilevamenti e cartografie. Valutazione e divulgazione dei rilevamenti. Schede divulgative e articoli. Afferisce al "Progetto Carta dei Suoli della Campania"
Pedologia http://www.biopuglia.iamb.it/agroecologia/web1380.htm
[Regione Puglia] Cartografia dei suoli pugliesi con indicazioni descrittive sulle loro caratteristiche chimico-fisiche.
Pedologia applicata alla gestione del territorio. http://www.agraria.unina.it/Ricerca/vetrina/AmbRisAgr-For/AT/AT_PedologiaApplicataGestioneTerritorio.pdf
Documento a cura del Prof. Fabio Terribile del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e dell’Ambiente dell’Università di Napoli. La conoscenza dei suoli per una gestione economicamente ed ecologicamente compatibile.
Pedologia aree http://www.inea.it/otris/file/pedologia_txt.htm
[Puglia] - Sono riportati i valori medi delle caratteristiche fisiche, idrologiche e chimiche dei diversi tipi di terreno presenti nell’area del Litorale Barese, Capitanata, Arco Ionico, Alta Val d’Agri, Pianura Ofantina. Schede descrittive dei parametri chimico-fisici dei suoli nelle zone in oggetto.
Società Italiana della Scienza del Suolo http://www.siss.isnp.it/index.htm
Divulga le conoscenze acquisite in ambito scientifico, favorisce i rapporti e la collaborazione fra i cultori della pedologia. Bollettino ufficiale, newsletter.
Valcamonicambiente: Pedologia http://www.valcamonicambiente.it/monitoraggio/terra/geologia/pedologia.asp
Scheda sulle caratteristiche geopedologiche dei territori della valle omonima.

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