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Il
dibattito sul No-tav in Val di Susa
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| Abbiamo deciso di pubblicare
questo materiale sulla Tav, perchè farlo rientra tra gli scopi di
questo sito. Internet va apprezzato perchè è uno strumento
capace di diffondere informazioni e quindi "cultura". Sulla vicenda
Tav si avverte una carenza di informazioni che siamo onorati di poter -
sia pure in piccola parte - contribuire a smascherare. è una tipica
vicenda trasversale, spacca partiti, mostra differenze nel giudicare parole
su cui ormai non si fa più analisi, come "sviluppo economico",
"opere faraoniche", "grandi investimenti", "partecipazione
popolare". Da un lato le forze forti - il governo, la grande industria,
addirittura l’Europa unita, dall’altra un pugno di montanari, alle prese
con un classico della democrazia contemporanea, il "not in my garden".
Le centrali atomiche tornano di attualità, "io personalmente
sono favorevole, anche se un tempo ero contrario... purchè, naturalmente,
non vengano edificate vicino a casa mia...". Ma non facciamo di ogni erba un fascio, un conto è l’uso energetico dell’atomo, dall’altro un supertreno (da fare a tutti i costi, anche se la ferrovia che c’è ora viaggia vuota), oppure viadotti e gallerie come se piovesse. Quelli della Val di Susa si occupano del "loro giardino", e questo è comprensibile, ed è giusto che parlino di una decisione che la comunità nazionale gli vuole imporre. meno giusto è che Ministri dei Lavori pubblici, a capo di ditte coinvolti nei lavori, pretendano di essere insieme giudici e giudicati. ma il conflitto d’interesse è ormai diffuso come una piovra, una piovra come quella siciliana che ha disonorato l’Italia e la disonora da anni. Insomma, apriamo le pagine de Ilpalo a questo dibattito. Troppa informazione non ha mai fatto male a nessuno, mentre troppo conflitto di interesse sì. |