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A Venaus stanotte Gianni era
insieme a Carlo Grande, giornalista de La Stampa.
Ecco il suo racconto.
La testimonianza di Carlo Grande, giornalista de La Stampa
VENAUS. Questa notte ero dentro il presidio Anti-TAV e ho visto con i
miei occhi quello che è successo: poco dopo le 3.30 celerini, polizia
e carabinieri sono arrivati in forze (almeno cinquanta tra furgoni e camionette,
più di 500 persone, a occhio e nella concitazione del "momento",
che è stato lunghissimo), hanno caricato e picchiato a sangue freddo ragazzi
e anziani. Uno stava dormendo, era avvolto nelle coperte e sdraiato per
terra, un’altra, il tipo più imbelle che abbia mai conosciuto, con un
collare medico al collo, colpita in fronte, sanguinante, un anziano, avrà
avuto settant’anni, buttato per terra e picchiato.
Ci hanno chiusi nella baracca che la gente usava per scaldarsi, mi hanno
tenuto lì quasi un’ora - la tensione era altissima e c’erano feriti -
nonostante dicessi che ero giornalista.
E’ arrivato il sindaco di Venaus, ho chiesto ancora di uscire e mi hanno
fatto andar via. Gli altri sono rimasti lì fino a stamattina alle sette,
mi hanno detto che hanno ancora caricato.
A parte TUTTE le altre considerazioni, che sono tante, dico solo una cosa:
NON C’ERA BISOGNO DI PICCHIARE, NON C’ERANO FACINOROSI, NON "CI SONO
STATI "SCONTRI", "TAFFERUGLI", MA UNA CARICA CON PESTAGGI,
MANGANELLATE su persone che non opponevano resistenza fisica, ma solo
tende, qualche fuoco per scaldarsi, stufe a legna. In quelle ore lo Stato
e la democrazia sono state una parola vuota.
carlo.grandeLEVAQUESTO@lastampa.it
Esponiamo fuori
dalle nostre case la bandiera "NO TAV
La brutale aggressione poliziesca
di questa notte ai presidi NO TAV della Valle Susa, azione indegna di
un qualsiasi stato democratico, non è altro che il logico coronamento
della politica repressiva e arrogante assunta dallo stato italiano nei
confronti della popolazione locale.
Una politica che si è espressa nella militarizzazione del territorio e
in una costante campagna di disinformazione mediatica, uniche risposte
che le istanze legittime degli abitanti hanno ricevuto in questi giorni
vergognosi.
Il Movimento PARATGE si schiera incondizionatamente con la gente della
montagna valsusina e con la sua battaglia di libertà e dignità.
Invitiamo militanti occitanisti e simpatizzanti, amici delle valli e sinceri
democratici a dimostrare la propria solidarietà con un piccolo ma significativo
segnale:
esponiamo fuori dalle nostre case la bandiera "NO TAV" .
Non importa se fatta a mano (scritta rossa in campo bianco) o prestampata.
Sarà un modo per far sentire alla popolazione della Val Susa che non è
sola nella sua lotta.
Associazione Culturale Lou Dalfin remoLEVAQUESTO@loudalfin.it
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