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Indice. Premessa del corso
Pensare per poter raffigurare.
Non esiste un unico centro decisionale nella mente.
Strumenti, palette e file nuovo (per principianti)
Unificare due fotografie con Photoshop (per principianti)

L’origine del termine "idea". Il modello mentale della futura immagine.
Molti termini filosofici sono metafore, analogie, per così dire, congelate, il cui significato autentico si dischiude quando la parola sia riportata al contesto d’origine, presente in modo intenso alla mente del primo filosofo che la impiegò.
Platone introdusse nel linguaggio filosofico la parola di tutti i giorni "idea". L’idea, o eidos, è la sagoma o il modellino che l’artigiano deve avere innanzi agli occhi della mente prima di iniziare la sua opera. È un’immagine che sopravvive al processo di fabbricazione così come trascende l’oggetto fabbricato, e può fungere da modello ancora una volta e sempre di nuovo, acquisendo così una durata senza fine che la rende idonea all’eternità nel cielo delle idee.
L’analogia soggiacente alla dottrina delle idee può essere ricostruita: come l’immagine mentale dell’artigiano dirige la sua mano nel corso della fabbricazione e costituisce la misura della riuscita o dell’insuccesso dell’oggetto, allo stesso modo tutti gli elementi dati materialmente e sensibilmente nel mondo delle apparenze si riferiscono a uno schema invisibile, situato nel cielo delle idee, e sono valutati in rapporto ad esso.
Hannah Arendt, "La vita della mente", Il Mulino, pag. 191Da dove prendiamo le idee che ci servono?

Luminosità e ombre
Errori piu’ comuni in Photoshop e le azioni
Scontornare i capelli con Photoshop. Testo con ombreggiature
Fondere due volti con Photoshop Morfing. Viraggio seppia
Principali scorciatoie da tastiera
Esercizio bandiera per principianti in Photoshop
Da dove prendiamo le idee che ci servono?
Esercizio cielo nuvoloso per principianti in Photoshop Il cervello non fabbrica i pensieri negli stessi modi diretti in cui i muscoli sviluppano forza o le ovaie producono estrogeni; per avere una buona idea bisogna invece mettere in gioco colossali organizzazioni di sottomacchine che svolgono un’ampia varietà di compiti. Ogni cranio umano contiene centinaia di tipi di calcolatori, sviluppatisi in centinaia di milioni di anni di evoluzione, ciascuno con un’architettura un po’ diversa. Ciascuna agenzia specializzata deve imparare a rivolgersi ad altri specialisti che possano servire ai suoi scopi. Certe sezioni del cervello distinguono i suoni delle voci dai suoni di altro genere; altre agenzie specializzate distinguono le immagini dei volti da oggetti di altro tipo. Nessun o sa quanti organi diversi di questo genere siano contenuti nel nostro cervello. Ma, quasi certamente, tutti impiegano tipi di programmazione e forme di rappresentazione lievemente diversi; non hanno un linguaggio codificato comune.
Minsky Marvin, "La società della mente", Adelphi, pag. 121
Come ho iniziato a fare fotomontaggi non digitali
Le immagini nella preistoria. Gli inizi dell’espressione iconografica.
Approfondimenti in Photoshop: rapporti tra linguaggio verbale e delle immagini
Immagini e concetti. Il concetto e l’espressione iconografica
L’ipotesi di un "cervello sociale". Non esiste un unico "generale" che comanda dentro la mente
Pensare per poter raffigurare. Le idee. Il cervello sociale Dice Gazzaniga: "Nel cervello ci sono molti sistemi paralleli, co-coscienti, non solo due. Non esiste alcun ’generale’ in carica. Per capire tutti i comportamenti diversi, dev’esserci un sistema che interpreti e formuli teorie. Il linguaggio è strettamente connesso ad esso, ma non è la cosa stessa."
"Che cos’è la cosa stessa?"
"La cosa stessa è ciò a cui stiamo sforzandoci di pervenire: l’ipotesi di un "cervello sociale".
"L’idea di cui stiamo occupandoci qui," continua, "è che il cervello ha un’organizzazione modulare, parallela; è sciocco discutere se il cervello sia seriale o parallelo perché è ovvio che il sistema dev’essere seriale sotto certi aspetti e parallelo sotto altri. Si pensi a un computer. Se si perde un bit si può perdere tutto. Ma io posso mostrarvi persone che hanno perso estese regioni del loro cervello, eppure sono capaci di leggere il Times.
Se il cervello fosse organizzato come un sistema seriale generale, una lesione, in qualsiasi regione, avrebbe effetti devastanti."
Hooper J. Teresi D., "L’universo della mente", Bompiani pag. 281
Il bello. Simmetria, femminilità e mascolinità nelle raffigurazioni
Comunicare con immagini. Lavorare file leggeri. Salvare versioni progressive
Photoshop e la composizione iconografica
Creatività ed espressione artistica. Come vengono le idee

Un’illustrazione degli anni passati raffigurava il cervello come "la stazione di controllo del nostro corpo". Nei loro uffici separati si troverebbero: un "amministratore del linguaggio", un "quartier generale cerebrale", un "amministratore di azioni riflesse" (nel cervelletto), un assaggiatore di cibi", mentre nella "stanza fotografica" industriosi "operatori fotografici" si occupano del funzionamento del proiettore gigante dell’occhio.
Ovviamente, noi tutti sappiamo che questa rappresentazione del cervello-fabbrica è irrealistica.
Hooper J. Teresi D., "L’universo della mente", Bompiani pag. 458

Photoshop e il metalinguaggio della percezione. I ritocchi fotografici
Gli emisferi cerebrali destro e sinistro e le immagini
Non c’è una fonte centrale del significato e dell’azione
Adobe Photoshop: note tecniche sul software Non c’è una fonte centrale del significato e dell’azione; non c’è un luogo magico dove la comprensione avviene. La stessa distinzione tra esperienze sul palcoscenico e processi dietro le quinte perde le sue attrattive.
Sostiene Dennet:
"Una volta fatto qualche progresso nel compito difficile - immaginare come un cervello produca i fenomeni della coscienza - finiamo col fare qualche leggera modificazione nel compito facile: immaginare qualcuno o qualcosa che sia cosciente.
Possiamo continuare a pensare che il modo migliore di immaginarlo sia postulando una specie di flusso di coscienza, ma non dotiamo più questo flusso di coscienza di tutte le sue proprietà tradizionali.
Ora il flusso di coscienza è stato riconcepito come le operazioni di una macchina virtuale realizzata nel cervello."
Adobe Photoshop per lavorare ad un sito web. Dreamweaver e Photoshop
Referenze del docente. Primo su Google come docente di Photoshop
Link e tutorial a Photoshop sul web
Illustrazioni su argomenti complessi realizzati con
Photoshop da Francesco Cascioli

Iscrizioni per il corso di Photoshop a Roma

L’apparente continuità della coscienza è un’illusione

È come chiedere a una torcia elettrica in una stanza buia di cercarvi qualcosa che non sia illuminato. La torcia, vedendo luce in qualsiasi direzione si rivolga, concluderebbe che c’è luce dappertutto. Allo stesso modo si può avere l’impressione che la coscienza pervada tutta l’attività mentale, mentre in realtà non è così.
È molto più probabile che l’apparente continuità della coscienza sia in realtà un’illusione, esattamente come la maggior parte delle altre metafore sulla coscienza. Nella nostra analogia della torcia elettrica, questa sarebbe cosciente di essere accesa solo quando è accesa. Anche se fra un periodo di luce e l’altro intercorressero intervalli di tempo molto lunghi, la torcia, sempre che le cose restino in generale immutate, avrebbe l’impressione di essere rimasta sempre accesa. Noi siamo quindi coscienti meno a lungo di quanto pensiamo, perché non possiamo essere coscienti di quando non siamo coscienti.
Julian Jaynes, "Il crollo della mente bicamerale", Adelphi pag. 40


Il sé come agente di relazioni pubbliche: il bisogno incessante del nostro emisfero sinistro, di spiegare azioni tratte da uno qualsiasi di una moltitudine di sistemi mentali che abitano dentro di noi
L’unità mentale è falsa. Il senso dell’ "Io" è un elegante lavoro di pubbliche relazioni. Il nostro sistema cognitivo non è una rete unificata con una singola intenzionalità e un singolo corso di pensiero.
Una metafora più precisa è che il nostro senso della consapevolezza soggettiva, sorge dal bisogno incessante del nostro emisfero dominante, l’emisfero sinistro, di spiegare azioni tratte da uno qualsiasi di una moltitudine di sistemi mentali che abitano dentro di noi."
Questa immagine della mente come non facile coalizione di sotto-menti multiple - di molte "subroutine" (o "sottoprogrammi"), nella terminologia dei computer - è molto in voga. Geschwind considera il nostro organo del pensiero una "federazione" di sistemi neurali "dotati di un grado notevole di autonomia" l’uno rispetto all’altro. "La misura della disunione varia da una persona all’altra.
In ogni caso, non pare ci sia un primo motore centrale che vigili su tutto il comportamento."
Hooper J. Teresi D., "L’universo della mente", Bompiani pag. 284

Solo per Roma. Corsi individuali di Photoshop, a Roma, al domicilio dell’allievo: 35 euro.
Al domicilio del docente 30 euro l’ora.
Viene garantita la conoscenza completa del programma in 10 ore:
cinque lezioni da due ore, intervallate da un paio di giorni in cui l’allievo si può esercitare da solo.

Come integrare i corsi di Photoshop. Siti con tutorial e risorse (sono prevalentemente in inglese)

http://www.justkiss.com/psp/amen_text.htm  (EFFETTI SUI TESTI)

http://www.justkiss.com/psp/amen_keys.htm  (EFFETTI SPECIALI)

http://www.justkiss.com/psp/amen_pict.htm  (X LE FOTO.....)

http://www.justkiss.com/psp/amen_blad.htm  

http://www.thewebmachine.com

http://www.80four.co.uk/tutorials/photoshop.html  

http://tiemdesign.com/HOWTO/Photoshop.htm


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Web www.ilpalo.com