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| Indice sulla pubblicità |
La
strategia per una pubblicità efficace
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| La pubblicità e il marketing | |
| L’agenzia di grafica pubblicitaria | Norman
Berry, quando era presidente esecutivo della Ogilvy
& Mather a New York, un mercato pubblicitario immenso se
paragonato a quello di Roma, diceva: "dobbiamo esigere quella grande
libertà creativa che nasce da binari strategici d’acciaio". Ho sentito alcuni citare questo concetto come un "paradosso". Sono gli stessi che hanno una concezione superficiale e un po’ gratuita della "creatività". Il ragionamento, infatti, è coerente e lineare. Quando più precisa e chiara è la strategia di una pubblicità efficace, tanto più vivace, interessante, libera può essere l’esecuzione, che può permettersi di "volare" senza perdere di vista l’obiettivo e senza abbandonare quell’indispensabile filo di Arianna che è la continuità e la coerenza di tutta la campagna. Tutte le strade devono portare a Roma. Norman Berry definiva così la strategia pubblicitaria efficace: "Cominciamo col fare un bilancio della situazione di partenza della nostra marca e del suo contesto attuale: chi sono i consumatori, che cosa pensano, sentono e credono riguardo alla nostra marca e alle marche concorrenti, come si comportano, ecc..." Chiameremo questo il punto “A”. "Poi decidiamo e scegliamo l’obiettivo, la situazione in cui vorremmo portare la nostra marca entro un tempo determinato: chi vorremmo che fossero i nostri consumatori, che cosa vorremmo che pensassero, sentissero e credessero su di noi, come vorremmo che ci confrontassero con i nostri concorrenti, ecc..." Chiameremo questo il punto “B”. Che cos’è la strategia? E’ la strada che scegliamo per portare la marca in una situazione diversa da quella attuale. O meglio, è la carta stradale del percorso dal punto A al punto B. Lavorare strategicamente vuol dire: – Sapere qual è il punto A. – Decidere quale dovrà essere il punto B – Definire che cosa dovremo fare perché il consumatore passi dal punto A al punto B Anche nella pubblicità efficace, le domande più profonde sono quelle decisive per sopravvivere. E’ il filosofico. "Da dove veniamo?" "Dove andiamo?" o "Chi siamo?" che assume un significato tutto speciale nella definizione di una strategia per la pubblicità. Se ancora non ci è chiara l’origine dell’universo, né sappiamo dove la terra e il sistema solare stanno andando a grande velocità, un’invenzione così umana come la pubblicità non può essere separata dalla realtà del pianeta. Va detto che non esiste una formula infallibile per elaborare una pubblicità efficace, per capire da dove veniamo e dove andiamo. Esistono, quelle si, le chiavi teoriche; e centinaia di esempi pratici di scelte strategiche, con i relativi risultati, che possono aiutarci a risolvere alcuni dubbi e darci orientamenti importanti per il nostro percorso, sia che operiamo a livello nazionale che in città come Roma. |
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La pubblicità efficace può far vedere le merci come fossero nuove ed estraneeAfferma Massimo Canevacci
(“Antropologia della comunicazione visuale, Costa & Nolan,
pag. 27): Pubblicità efficace e "ricerca motivazionale"Dice Giancarlo Livraghi:
«Il problema della psicanalisi applicata alla comunicazione è storia antica.
Ma credo che valga la pena di riparlarne. Nel 1966
Rosser Reeves, nel suo libro Reality
in Advertising (che in parte è discutibile o superato, ma contiene osservazioni
fondamentali e valide ancora oggi) scriveva: |
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