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Rispettare i "diritti del lettore": Regole per un buon giornalismo |
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Il
lettore si aspetta:
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Una filosofia corretta del fare informazioneEsattezza delle informazioni Fonte delle notizie Originalità delle informazioni Chiarezza esplicativa Concisione Bisogna soddisfare le curiosità del lettore, rivelandogli notizie che lui non conosce, l’ideale è se si approfondisce un aspetto poco divulgato. Informazioni documentate, ma soprattutto grande densità del testo. Notizie e notizie, poco bla-bla. |
Le regole specifiche per le varie testateOgni organo di comunicazione ha delle sue convenzioni, che stablisce col lettore. Per fare un esempio, in "Focus" e "Focus storia" di ogni personaggio citato si riporta anche il nome, non solo il cognome, più l’anno di nascita e morte. Le battute se specificate, comprendono gli spazi (1800 spazi inclusi) Il brano va diviso in tre o più titoletti, scritti in grassetto. La firma va in basso, separata dal testo da una riga bianca. Salvo diverse indicazioni, si rispetta l’ordine cronologico delle notizie: i Greci. il Medioevo. oggi. |
Altre regole, valide per tutta la carta stampataPer tagliare un brano, si può cominciare eliminando gli aggettivi. Frasi corte. Meglio un punto che una serie TROPPO LUNGA di virgole. Punteggiatura, regola base: dopo ogni segno va uno spazio vuoto. NO casa,ufficio MA casa, ufficio. C’è gente che non ha mai usato un "punto e virgola" in vita sua, e campa bene lo stesso. Probabilmente però non fa il giornalista. «Non dovete innamorarvi delle vostre frasi. Io adoro la maionese, ma non per questo la metto sul gelato...» |
L’uso dei box, dei secondi articoli che possono accompagnare quello principaleNei box si scrive non l’informazione inutile (che sarà meglio non scrivere affatto) ma un’indicazione di dettaglio, una bibliografia, una notizia accessoria, o particolare, o collegata solo tangenzialmente alla linea principale dell’esposizione. Nelle note si espongono punti molto particolari, discussioni con altri autori che si sono occupati della materia, argomenti che hanno a che fare per qualche motivo con quanto si dice nel testo, anche se sono estranei al suo centro di gravità, all’argomentazione principale. |
Ogni giornale ha un suo stileLa singola testata tenta di seguire uno stile e un modo di scrivere abbastanza uniforme e preciso, ben scandito. Pur di essere in linea con quello stile, non si esiterebbe a cestinare articoli e autori che meriterebbero una sorte migliore. Perché questa "crudeltà"? Bisogna stare dentro una certa uniforme. Ogni testata periodica "educa" il suo lettore. Educa è una parola grossa, diciamo che stabilisce delle regole sottintese di comunicazione. Facciamo un esempio. Se un periodico instaura l’abitudine di sottolineare i nomi, il mese successivo il lettore scorrerà la pagina per decidere se leggerla o no, facendo caso al sottolineato. Se l’occhio del lettore viene abituato a leggere tra le righe fino ad arrivare ad un nome sottolineato, ne deduce che è il personaggio di cui si occupano le righe successive. Se arrivano nuovi giornalisti, si devono adattare a questa uniforme. Per restare nella metafora militare, il novizio è una "recluta", e deve ancora imparare a marciare in fila con gli altri. |
"I nostri errori"Esaminiamo l’abitudine di alcune testate (specie quelle che operano nel campo della divulgazione scientifica), di far uscire la rubrica: "i nostri errori". Finirci dentro dà i brividi. Non vorreste mai essere quel giornalista che è costretto ad ammetterli, anche se di norma ogni numero ce ne sono in media un paio. Qual è il rovescio della medaglia di questo "eccesso di professionalità"? Che se il numero successivo non compaiono correzioni per il brano - poniamo - sui Templari, tutte quelle notizie sono accreditate, sono consegnate alla Storia come "non smentite", il che non è poco. |
Piero Ottone. Il decalogo del giornalista1) Scrivi sempre la verità, tutta la verità, solo la verità. 2) Cita le fonti. Se la tua fonte vuole restare anonima, diffida. 3) Verifica quel che ti dicono. Se non puoi verificare, prendi le distanze. 4) Non diffamare il prossimo, ed evita le frasi del tipo: "Sembra che il tale abbia rubato...". 5) Non obbligare il lettore a leggere una colonna di roba prima che cominci a capire che cosa è successo. 6) Non fare lunghe citazioni fra virgolette all’inizio di un «pezzo» senza rivelare subito chi sia il loro autore. 7) Non mettere mai fra virgolette, nei titoli, frasi diverse da quelle che sono state pronunciate. 8) Evita le iperboli e le metafore di Pierino, come «bufera» («il partito è nella bufera»), «giallo» («il giallo di Ustica»), «rissa» («ed è subito rissa fra x e y»), «fulmine a ciel sereno». 9) Prima di scrivere nel titolo che «Londra è nel panico», va’ a Londra e controlla se otto milioni di persone sono davvero usciti di testa. 10) Non dire mai: «L’obiettività non esiste». È l’alibi di chi vuole raccontare balle. [Piero Ottone, Repubblica, 25 settembre 1996] |
Le quattro massime di GriceLa scrittura argomentativa deve essere il regno della concretezza, della concisione, in vista della persuasione. Scrivere seguendo le quattro massime di Grice (uno studioso della comprensione dei testi): - scrivi la quantità di informazione necessaria: non di più, non di meno (massima della quantità); - scrivi ciò di cui hai prove (sii sincero, massima della qualità); - sii pertinente: scrivi quello che è rilevante e coerente con l’argomento (massima della relazione); - sii chiaro (massima del modo). |
La gerarchia degli argomenti e l’enfasi nel testo. Il grassettoVa fatto un uso intelligente dell’enfasi (grassetto): né assente, né troppa. Non tutto ciò che è esposto in un testo scritto ha lo stesso peso, e un testo che voglia raggiungere l’efficienza comunicativa segnalerà il diverso grado d’importanza dei contenuti in parecchi modi, allo scopo di indicarne la gerarchia, alla quale si collega la disposizione o distribuzione dei contenuti stessi. Ad esempio, si può far uso di caratteri tipografici diversi, per mettere in rilievo certe parole (e quindi certi concetti). A questo scopo si usano il grassetto o il sottolineato o il corsivo; è da evitare l’uso del MAIUSCOLO e del MAIUSCOLO CORSIVO, che servono ad altri scopi. |
Organizzazione logico-concettualePerché un testo risulti ben organizzato occorre: Pianificare il testo, cioè chiedersi preliminarmente: a) "Chi è il destinatario?" Farsi questa domanda significa fare delle ipotesi sul possibile lettore e su alcune sue caratteristiche. L’età, il sesso, il titolo di studio, il mestiere o la professione di chi leggerà ciò che noi scriviamo, possono rendere uno stesso testo semplice e chiaro per alcuni, difficile e incomprensibile per altri. Infatti, quanto più è ampia (e imprevedibile) la fascia dei destinatari di un testo, tanto più esso deve essere leggibile e comprensibile. Dunque riflettiamo sui destinatari del testo prima di iniziare a scrivere, per immaginare come sarà recepito il messaggio. b) "Qual è il contenuto?" Farsi questa domanda significa chiarirsi le idee sul contenuto del testo. Parlare e scrivere in modo chiaro deriva quasi sempre dal pensare in modo chiaro. c) "Qual è l’obiettivo?" Farsi questa domanda significa definire con chiarezza l’obiettivo che intendiamo raggiungere con il testo che stiamo scrivendo.Infatti una volta che è chiaro a chi ci rivolgiamo e che cosa intendiamo comunicare, è necessario avere chiaro l’obiettivo, cioè lo scopo della comunicazione Organizzare le informazioni, cioè: a) Raccogliere le informazioni Prima di organizzare le informazioni in un testo, è necessario raccogliere tutte le informazioni possibili. b) Prendere appunti Dopo aver raccolto tutte le informazioni possibili sull’argomento da trattare, è opportuno annotarsele in forma di appunti brevi. Un suggerimento utile può essere annotarsi accanto all’appunto la fonte dalla quale si è attinta l’informazione, per poterla ritrovare facilmente, in caso di necessità, anche a distanza di tempo. c) Fare la scaletta Sulla base degli appunti, è opportuno fare una scaletta delle cose che si pensa di trattare, anche senza seguire un ordine preciso, cioè facendo l’elenco dei punti da sviluppare. Un criterio utile già nel fare la scaletta consiste nella scelta dei punti, in considerazione dell’obiettivo (informativo, regolativo ecc.) e del destinatario (interno o esterno) del testo. d) Ordinare i punti della scaletta Prima di scrivere il testo, è necessario ordinare le informazioni nella scaletta in modo che siano evidenti e distinguibili le informazioni principali dalle altre informazioni secondarie o di supporto.Le informazioni principali e di tipo generale precedano quelle secondarie o di tipo particolare. Chi ascolta o legge un testo deve poter individuare immediatamente il nucleo fondamentale delle informazioni presenti in un testo a) Dare forma linguistica alle proprie idee La scrittura non è pura trascrizione delle idee e delle informazioni raccolte e selezionate. La scaletta, con i suoi vari punti - ordinati secondo un preciso ragionamento - ha proprio la funzione di guidare la stesura del testo e controllarne via via la strutturazione. b) Separare le informazioni nel testo La divisione del testo in paragrafi e capoversi rende il testo più leggibile. c) Esplicitare l’oggetto del testo Dove possibile, indichiamo in modo esplicito l’oggetto del testo, cioè l’argomento di cui questo tratta. L’indicazione esplicita dell’oggetto costituisce un grande aiuto per la lettura e la comprensione. d) Fornire tutte le informazioni necessarie Perché i testi siano chiari devono contenere tutte le informazioni necessarie alla loro comprensibilità. Vale la famosa regola del giornalismo anglosassone che suggerisce di fornire sempre le informazioni che derivano dalle risposte alle cosiddette 5W: Who? (chi?); what? (che cosa?); when? (quando?); where? (dove?); why? (perché/come?). Pensa ai lettori e poniti le seguenti domande: Chi? Cosa? Quando? Dove? Perché/Come? Una volta che avrai risposto a queste domande, avrai tutte le informazioni necessarie per scrivere. e) Ordinare le informazioni Nel testo devono essere presenti le informazioni essenziali e devono essere ordinate, secondo precisi criteri gerarchici, in modo che chi legge possa immediatamente riconoscere quali sono le principali, che devono avere la giusta evidenza rispetto a quelle secondarie. Quindi le informazioni principali dovranno precedere quelle secondarie, in modo da poter essere immediatamente riconosciute da chi legge. Inoltre è opportuno che il testo presenti le informazioni a partire dalla più generale per arrivare alla più particolare. f) Raggruppare le informazioni in blocchi omogenei Quanto più il testo è esteso, tanto più occorre raggruppare le informazioni in blocchi (paragrafi e capoversi) coerenti, completi e ordinati. Spesso nei testi scritti senza un preciso piano di lavoro, ma seguendo il flusso delle idee, capita che le informazioni si susseguano in modo disordinato. Se chi scrive il testo segue, invece, il piano di lavoro (o scaletta ordinata) precedentemente elaborato e se questo è stato sufficientemente meditato, i blocchi di testo conterranno, innanzitutto, informazioni tra loro omogenee. g) Non dare nulla per scontato Spesso chi scrive non fornisce in forma esplicita, ma dà per scontate certe informazioni, o le ritiene comunemente note a tutti. h) Rivedere e controllare il testo Dopo aver scritto il testo, controllare se sono stati rispettati i suggerimenti relativi all’organizzazione logico-concettuale del testo, a quella sintattica e a quella lessicale. Riscrivere singole parti del testo o frasi se esse appaiono a una lettura attenta non rispondenti ai criteri di brevità, semplicità e chiarezza. Rileggere attentamente il testo dopo gli ultimi interventi di semplificazione. Far rileggere il testo ad altre persone (estranee alla pianificazione e stesura del testo) per controllarne la comprensibilità e, sulla base di eventuali segnalazioni di dubbi o incomprensioni, modificare le parti ancora problematiche. http://www.comune.napoli.it/comunic-istituz/scrivere/intro.htm |
Sintassi. Come scrivere un testo chiaroUN TESTO È CHIARO SE: Scrivi frasi brevi che non superano le 20/25 parole. Le frasi semplici e agili sono più facili da leggere e da capire delle frasi lunghe e complesse. Tuttavia anche alcune frasi brevi possono essere oscure e difficili da capire, se chi scrive condensa in poche parole le proprie idee senza spiegarle adeguatamente. Il criterio da seguire per scrivere testi comprensibili deve essere quello di far corrispondere ad ogni frase una sola idea (o informazione) principale. Le frasi che contengono una sola informazione non richiedono a chi legge sforzi di memoria. Una frase che contiene troppe informazioni, oltre a essere troppo lunga, è più difficile da leggere e capire. Preferisci la forma coordinata a quella subordinata. La forma coordinata è più diretta e chiara di quella subordinata. Evita l’uso del gerundio e di un numero eccessivo di proposizioni subordinate. Le frasi subordinate distraggono, infatti, l’attenzione di chi legge e richiedono più riletture per ritrovare il filo del discorso. Evita di inserire incisi nelle frasi. Chi legge una frase con troppi incisi è costretto a rileggere più volte il testo per ricostruire il senso del discorso. Scrivi proposizioni in forma attiva. Le frasi impersonali e l’uso delle forme passive rendono il linguaggio distante. Specifica sempre il soggetto della frase e fai in modo che il soggetto grammaticale della frase coincida con il soggetto logico. Scrivi frasi in forma affermativa. Ad esempio, invece di scrivere: Non sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi., è meglio scrivere: Devono presentare la dichiarazione dei redditi. Evita di usare le doppie negazioni, perché rendono difficile l’immediata comprensione. Ad esempio, invece di scrivere: Non è vietato... è meglio scrivere: È permesso. Usa verbi con modi e tempi semplici, perché sono più diffusi nella lingua parlata. Quindi preferisci il modo indicativo al congiuntivo o al condizionale e, quando è possibile, usa il presente, perché assicura immediatezza alla comunicazione. Ad esempio, invece di scrivere: Qualora il concessionario non rispetti le modalità previste... è meglio scrivere: Se il concessionario non rispetta le modalità previste... Un testo è chiaro se non cerchi di fare colpo a ogni costo. Chi legge deve poter capire tutte le parole e il senso completo del testo. Perciò: Non usare termini di uso raro o arcaico. Non usare parole o formule dotte. Non usare parole e locuzioni solenni. Evita termini latini e stranieri di natura tecnica o gergale Evita locuzioni complesse, al loro posto usiamo congiunzioni e proposizioni semplici. Evita l’uso di parole astratte, che possono creare confusione perché sono aperte all’interpretazione del lettore, al loro posto usiamo parole semplici e concrete. Evita l’uso di abbreviazioni e sigle, è meglio scrivere per esteso le parole corrispondenti. De Cecco, "La comunicazione istituzionale" http://www.comune.napoli.it/comunic-istituz/scrivere/intro.htm |