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Sculture e oggetti artistici, soprammobili artistici.

Angolo cottura longobardo
Ducato di Spoleto, fine VI secolo d. C.

Francesco Cascioli; 2005.
Polistirolo affumicato, legno, sabbie, colla vinilica.



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Arte povera o povera arte: non restano altre alternative

Basta con gli acquisti di costosi barattoli di colore. Il mondo già è colorato: prendete il bianco dalla ghiaia bianca, il nero dalla sabbia ferrosa, il marrone dalla pozzolana, il verde dalle foglie triturate (in questo senso il massimo è l’origano). Voi limitatevi all’acquisto della colla, il resto lo regala il cassonetto, o i residui di un cantiere stradale che abbandonano la sabbia non usata in un angolo della via.

La scultura che vedete in questa pagina, è stata compensata dall’attuale proprietario con un portatile usato ma in eccellenti condizioni e molti giga di hard disk. Altre informazioni sul baratto, uno splendido strumento e una forma di pagamento per ottenere questi oggetti.

 

La difficoltà di essere un insegnante di arte

L’insegnante non faceva molti commenti (quella volta mi disse soltanto che il disegno era troppo piccolo). Cercava piuttosto di spingerci a tentar nuove strade. Riflettevo su come si insegna la fisica: le tecniche, i metodi matematici sono tanti, e continuiamo a dire agli studenti come devono procedere. Un insegnante di disegno deve star molto attento. Se il tratto è troppo pesante, non può dire: «Il tratto è troppo pesante», perché qualche artista ha già trovato il modo di realizzare quadri straordinari usando proprio tratti pesanti. Il maestro di disegno non vuol spingere in una determinata direzione, quindi ha il problema di comunicare per osmosi, e non attraverso direttive; l’insegnante di fisica deve invece trasmettere le tecniche, i procedimenti per risolvere un problema - non un atteggiamento mentale.
Mi ripetevano di «sciogliermi», di rilassarmi di più, col disegno. Non ci badavo, perché non aveva senso, è insensato dire a chi impara a guidare di «sciogliersi» al volante. Soltanto dopo aver imparato a guidare, si allenta la tensione.
Avevano inventato un esercizio, per rilassarci: disegnare senza guardare il foglio, con gli occhi fissi sulla modella.
Uno degli studenti esclamò : «Non riesco a non barare. Scommetto che lo fanno tutti!»
«Io no!» protestai.
«Balle!»
Finito l’esercizio, vennero tutti a vedere quello che avevo disegnato, e fu chiaro che proprio non avevo barato. Mi si era subito spuntata la matita, e sul foglio c’eran soltanto segni bianchi!
Temperai la matita e riprovai. Il disegno aveva una specie di forza, una buffa forza alla Picasso - che mi piaceva. Mi piaceva anche perché sapevo che era impossibile ottenere un buon disegno così, e quindi il risultato non doveva necessariamente essere eccezionale. Quello, intendevano con «sciogliersi» - io credevo volessero dire far disegni sciatti. Invece significava rilassarsi, non preoccuparsi dei risultati.
Facevo dei progressi, ero soddisfatto. Verso la fine dell’anno, le modelle erano grasse, sformate, molto interessanti da disegnare. Ma all’ultima lezione arrivò una bionda strepitosa, tutta curve. Avevo ancora parecchio da imparare: non ero in grado di disegnare nulla che somigliasse vagamente a quella splendida ragazza. Con le altre, non importava se qualche parte risultava troppo piccola, o troppo grande, le loro forme erano comunque imperfette. Quando però ci si misura con una figura perfettamente proporzionata, non ci si può più ingannare.
Durante una pausa sentii un allievo molto bravo chiedere alla modella se posava anche per privati. Lei rispose di sì. «Bene. Non ho ancora uno studio, ma mi arrangerò.»
Pensai che lui mi avrebbe potuto insegnare parecchie cose, e che per me era l’ultima possibilità di ritrarre la bionda. Mi feci avanti: «Sentite, io ho una stanza nello scantinato, potrebbe esser usata come studio.» Furono tutti e due entusiasti.
Portai a Jerry alcuni disegni di quell’allievo, ma lui li trovò orribili. Mi spiegò anche perché, ma non l’ho mai capito del tutto.
Feynman R., «Sta scherzando Mr. Feynman!», Zanichelli, pag. 265

Mi rendo conto di star illustrando delle posizioni del tutto personali sul tema dell’arte contemporanea.
Se leggendo queste righe o vedendo queste opere ti viene un suggerimento, una critica, una tua presa di posizione, non lasciarla nella tua testa: scrivimela.
Specifica pure se gradisci che venga pubblicata su ilpalo, e se vuoi che il tuo contributo sia firmato o in forma anonima. Grazie in anticipo!

PS.
Per leggere il commento critico - il perchè realizzo oggetti artistici di questo tipo - nella sua interezza clicca qui

PS 2
Se sei interessato all’arte, mi permetto di segnalarti una delle cose più carine che ho fatto in proposito: "Indovinelli sull’Arte" 150 capolavori del Rinascimento ritoccati al computer in un particolare, e organizzati come un indovinello che permette di calarsi nei panni dell’artista e scegliere in che modo realizzare un determinato particolare dell’opera. Del tipo: "Se fossi stato Leonardo, alla Gioconda avrei fatto mani relativamente grandi o relativamente piccole?"

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