La scultura che rimbalza
Quando si parla di scultura
si intende di solito qualcosa di pesante (marmo), o di fragile (terracotta),
Gli oggetti artistici che presento in questo sito sono del tutto l’opposto.
Le mie sculture se cadono a terra rimbalzano. La loro leggerezza è così
evidente che possono stare appese ad un filo. È un altro tipo di oggetti,
più che moderni: contemporanei, materiali che nel passato non potevano
esistere.
Dovresti triplicare il prezzo
Dudley Wright, un uomo d’affari mio amico, vide un mio nudo, un disegno fatto per un salone di massaggi, in pratica per un bordello. «Dovresti triplicare il prezzo.» Mi fece. «Nessuno è mai sicuro del valore con l’arte e spesso sì pensa che più il prezzo è alto e più l’opera è valida.»
«Sei pazzo!» risposi, ma comperai - per puro divertimento - una cornice da venti dollari, e montai il disegno in modo che fosse pronto per il prossimo cliente.
Uno che lavorava all’ufficio delle previsioni del tempo vide il disegno che avevo dato a Gianonni, e mi chiese se ne avevo degli altri. Lo invitai, insieme alla moglie, nel mio «studio», e chiesero il prezzo di quel disegno. «Questo? Duecento dollari.» (Avevo moltiplicato i sessanti dollari per tre e aggiunto il prezzo della cornice.) L’indomani tornarono e lo comprarono. Il disegno fatto per il salone di massaggi finì perciò nell’ufficio di un meteorologo.
Feynman R., «Sta scherzando Mr. Feynman!», Zanichelli, pag. 272
Un professore del Caltech sei volte alla settimana dalle ballerine in topless
Un giorno la polizia fece irruzione da Gianonni, il salone di massaggi, e arrestò alcune ballerine. Qualcuno voleva impedirgli di organizzare spettacoli in topless, ma lui non intendeva smettere; si arrìvò a un processo, che finì su tutti i giornali locali.
Gìanonni fece ìl giro dei clienti in cerca di testimoni a favore. Tutti accampavano delle scuse: «Mi occupo di un doposcuola, se i genitori vengono a sapere che frequento il suo locale non manderanno più i ragazzì da me...» Oppure: «Lavoro per la ditta Tal dei Tali e se la cosa diventa pubblica perderemo clienti...»
Io ero l’unico uomo libero, e non avevo scuse. Inoltre il locale mi piaceva, non volevo che chiudesse. «Sì,» dissi a Gianonni, «sarò felice di testimoniare a suo favore.»
Il ballo in topless era accettabile per la comunità? O no? Era conforme alle regole della convivenza civile? Ecco il problema. L’avvocato difensore tentò di far di me un esperto di regole sociali. Mi chiese se frequentassi altri locali.
«Sl.»
«E quante volte alla settimana, in media, si reca da Gianonni?»
«Cínque, sei volte.» (Finì sui giornali: «Un professore del Caltech sei volte alla settimana dalle ballerine in topless».)
«Quali strati della comunità sono rappresentati da Gianonni?»
«Quasi tutti, direi: agenti immobiliari, un consigliere comunale, gli addetti del distributore di benzina, un professore di fisica...»
«Ritiene che gli spettacoli in topless siano dunque accettabili dalla comunità, visto che a tanti suoi rappresentanti piace vederli?»
«Devo capire cosa intende con ’accettabile dalla comunità’, per risponderle. Non esiste niente che sia accettato da tutti. Quale percentuale della comunità deve accettare qualcosa perché questo qualcosa sia considerato ’accettabile dalla comunità’?»
L’avvocato fornì una percentuale, il pubblico ministero obiettò, il giudice decise un rinvio, e si ritirarono tutti un quarto d’ora per decidere che ’accettabile dalla comunità’ significava ammesso dal 50% della gente.
Avevo chiesto che fossero precisi, ma non potevo testimoniare con cifre altrettanto precise. Dichiarai perciò d’esser convinto che il ballo in topless fosse accettato da più del 50% della gente, e che fosse pertanto ’accettabile dalla comunità’.
Gianonni in prima istanza perse, ma poi il suo caso, o un altro simile, finì davanti alla Corte suprema. Intanto il locale seguitava a rimanere aperto, e io continuavo a bere gazzosa gratis.
Feynman R., «Sta scherzando Mr. Feynman!», Zanichelli, pag. 274
Tutti i proprietari dei miei dipinti furono contentissimi di prestarli per allestire una mostra
A quel tempo, al Caltech, era in atto un tentativo di risvegliare l’interesse per l’arte. Si finanziò la conversione di un vecchio laboratorio di botanica in studio per artisti. Furono acquistate attrezzature per gli studenti e venne chiamato un sudafricano per coordinare e animare le attività. Furono istituiti vari corsi. Jerry Zorthian insegnò disegno, e ci fu un corso di litografia, che seguii anch’io.
L’artista sudafricano venne a casa mia a vedere i disegni. Disse che gli sarebbe piaciuto organizzarmi una personale. Questa volta baravo: se non fossi stato professore al Caltech, nessuno si sarebbe preso questo disturbo.
«Alcuni dei migliori sono stati venduti», dissi, «e mi sentirei imbarazzato a chiederli ai proprietari.»
«Non si preoccupi, professore», mi rassicurò. «Non dovrà chiamarli personalmente, organizzeremo la mostra in modo del tutto ufficiale.»
Gli diedi un elenco di persone che avevano comperato dei disegni, e che ben presto ricevettero una telefonata: «Abbiamo saputo che possiede un Ofey.»
«Sì.»
«Stiamo per allestire una mostra di Ofey, volevamo sapere se sarebbe disposto a prestarcelo.» Tutti si mostravano contentissimi di farlo.
Feynman R., «Sta scherzando Mr. Feynman!», Zanichelli, pag. 275
Madame Curie nuda mentre osserva le radiazioni del radio
La personale si tenne nelle cantine dell’Atheneum, il club dei professori del Caltech. Sembrava una vera mostra: tutti i quadri avevano un titolo, alcuni recavano scritte del tipo: «gentilmente prestato dal Sig. Gianonni».
C’era il nudo di una bellissima modella bionda, in origine uno studio sull’ombreggiatura. La donna era seduta, e la luce la illuminava dal basso e di lato. Avevo voluto rendere le ombre come erano realmente, quella del naso si allungava sul volto in modo strano, avevo disegnato anche il busto, e riprodotto l’ombra dei seni. Lo appesi insieme agli altri e lo chiamai «Madame Curie mentre osserva le radiazioni del radio». Il messaggio era che nessuno pensa mai a madame Curie come a una donna, femminile, con magnifici capelli, a seno nudo, e così via. Si pensa soltanto al radio.
Henry Dreyfuss, una grande personalità del design industriale, invitò varia gente al ricevimento a casa sua, dopo l’inaugurazione: la signora che aveva finanziato la scuola d’arte, il presidente del Caltech con signora, eccetera.
Uno di questi amanti dell’arte mi si avvicinò, desideroso di far conversazione: «Dica, professore, crea a partire da fotografie, o con dei modelli?»
«Faccio sempre posare un modello.»
«Com’è riuscito a far posare la signora Curie?»
Feynman R., «Sta scherzando Mr. Feynman!», Zanichelli, pag. 275 |