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Sculture, oggetti artistici, portapenne,complementi d’arredoRuderi di villa romana. Italia centrale, VII secolo Francesco
Cascioli; 2005.
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Tecniche di produzione: l’affumicatura del polistiroloL’eccessiva regolarità del polistirolo può venir mitigata da una banale candela. La fiamma fa raggrinzire quel bianco omogeneo, lo compatta. Se serve, il fuoco può scavare il polistirolo fino a tracciare caverne, ad aprire buchi che simulano finestre, incendi o terremoti. Se provate l’affumicatura del polistirolo, state attenti a tre cose: Il polistirolo può prender fuoco, in tal caso basta soffiare e la fiamma si spegne. La cera può cadere per terra (ed è complessa poi da scrostare) o sull’oggetto che state bruciacchiando. In tal caso poi colla e colore prenderanno “male” sul polistirolo perché la superficie è resa grassa dalla cera. Superati questi piccoli inconvenienti, non buttate via la candela. Ad opera finita un secondo passaggio sulle superfici ormai incollate e fissate dal vinavil, conferirà al tutto un sovrastrato fumoso, bello a vedersi e utile a coprire imperfezioni. In questo caso la candela va posizionata in maniera che la parte alta della fiamma – che contiene tracce di cera combusta – scivoli sulla superficie depositando il suo prezioso nerofumo. |
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