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Sculture e oggetti artistici, arte contemporanea.Torre
con finestre gotiche Italia centrale, IX secolo
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Indovinelli d’arteAccennavo alla mia ignoranza in storia dell’Arte, della mia impreparazione circa le sculture e gli oggetti artistici. La passione per l’Arte classica mi si è sviluppata grazie ad un gioco: gli “Indovinelli d’arte”. E’ un’idea che è merito del mio amico Paolo de Manincor, professore di Storia dell’Arte. Alla sua idea io ho aggiunto la capacità di ritoccare immagini, creando sculture e oggetti artistici. Oggi la grafica digitale permette di operare con grande libertà: si può modificare un "originale" realizzando un "falso" intelligente, tale da poter sostenere il confronto - a volte semplice, talvolta più complesso - con il vero dipinto di Leonardo o di Michelangelo. L’utente vede due versioni della Gioconda, una ha le mani lievemente grandi, l’altra le mostra piccole. Qual è l’originale? Fossimo stati Leonardo, quale avremmo scelto? Viene così stimolata la capacità di osservazione del fruitore, altrimenti stressata dal bombardamento quotidiano di immagini offerte dai media. In realtà crediamo di conoscere i capolavori, ma non è così.Per questo insieme a Paolo de Manincor abbiamo escogitato questo metodo didattico alternativo, efficace perché basato sul gioco. Conoscere le possibili alternative, vederle una accanto all’altra, aiuta a riappropriarsi dei capolavori e quindi ad amarli.Nel gioco vengono esplorate le intenzionalità espressive, con ragionamenti del tipo: ’’Se l’artista avesse agito così, che effetto avrebbe suscitato?’’. Se l’originale viene ritenuto il falso, il gioco è riuscito; ed è come visualizzare i disegni preparatori di Michelangelo, ragionare sul significato semantico di colori e posizioni, effettuare simulazioni. Decifrare i perché di scelte semantiche e iconografiche, vuol dire esaminare le alternative, riflettere e sceglierne una. E’ possibile immedesimarsi nell’autore, sentirsi vicini ad un Michelangelo, sperimentare la diversa percezione prodotta da un blu o da un rosso, da un braccio esile o robusto, da una gonna lunga o corta, e così via. Contemplando due alternative, si ripercorre il processo creativo dell’autore come un susseguirsi di bivi mentali, di scelte tese a raggiungere l’ideale di bellezza. È stato uno splendido allenamento per la mia attività di sculture. Un tempo mi chiedevo: “Fossi stato Michelangelo avrei scelto un abito rosso o verde per vestire il mio profeta?” Oggi mi chiedo: “Questa scatola di polistirolo ha la sua forma perché era un imballaggio. Se fosse la miniatura di un castello, dove piazzerei le torri?” L’abitudine a vedere una cosa e immaginarne tutta un’altra, mi è stata di certo potenziata da questo gioco che resta una delle cose più belle che ho messo sul web a disposizione del divertimento di tutti. |
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| Mi rendo conto di star illustrando
delle posizioni del tutto personali sul tema dell’arte contemporanea. Se leggendo queste righe o vedendo queste opere ti viene un suggerimento, una critica, una tua presa di posizione, non lasciarla nella tua testa: scrivimela. Specifica pure se gradisci che venga pubblicata su ilpalo, e se vuoi che il tuo contributo sia firmato o in forma anonima. Grazie in anticipo! PS. Per leggere il commento critico - il perchè realizzo oggetti artistici di questo tipo - nella sua interezza clicca qui PS 2 |