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Che c’entrano le idee regalo, gli oggetti artistici, i soprammobili,
e i portapenne con l’arte contemporanea?

Alzate gli occhi sulla vostra scrivania o sul tavolo dove avete il computer: magari c’è un portapenne, naturalmente orribile e figlio di una produzione di massa.
Gli oggetti devono per forza essere così orrendamente brutti?

Forse ripensando al passato, c’è stato un momento - alle elementari - in cui vi siete realizzati un portapenne con le mollette del bucato. Forse era sbilenco ma era VOSTRO, vostro in più di un senso. Rispecchiava un angolo del VOSTRO cervello che l’aveva progettato, e delle VOSTRE mani che l’avevano eseguito.
Io, modestamente, ho rifatto questa serie di operazioni, ho creato dei portapenne in pezzi unici, e ne ho trovato grande giovamento. Queste pagine internet mi sono state imposte dalla necessità di spiegare produzione e filosofia sottostante a questo metodo di realizzazione,

che aborre tutto ciò che si compra in cartoleria (bei pennelli, fantastici colori in tubetto, tele ben tirate nella loro cornice e candide per ricevere i contributi dell’artista). Il mio fornitore di materie artistiche è il cassonetto dei rifiuti.
È un discorso lungo e articolato, ma spero valga la pena di seguirne gli sviluppi. Altrimenti cliccate su una delle immagini, e iniziate a visionare gli oggetti. Nei documentari sull’Africa si vede a volte un bambino che con un vecchio pezzo di un auto abbandonata si è fabbricato un oggetto per i suoi giochi.

Altre volte si vede una lattina trasformata in automobilina. Da che mondo è mondo i giovani iniziano a familiarizzare con gli “oggetti” degli adulti usando avanzi e rifiuti per creare giochi. Oggi . nell’Italia del XXI secolo, tutto questo non è più possibile. Guai a giocare con i rifiuti: sono cose sporche! I giochi possono provenire solo dall’apposito negozio.
Ebbene: tutto questo deve finire!

Se i bambini sono troppo giovani per riappropriarsi degli scarti degli adulti, l’artista – eterno giocherellone – mostrerà la strada, e questo non solo in nome dell’Arte, ma della pura soddisfazione. Io personalmente ho trasformato una vaschetta di plastica che aveva contenuto un’insalata di mare nella recinzione di un castello.

Che piacere ricliclare quella plastica, salvarla dal cassonetto, promuoverla a strumento di espressione artistica. Potrei mettermi a fare “portapenne” più semplici, stilizzati, che sia possibile produrre in serie, ma non avrebbero lo stesso senso di “oggetti unici” come è adesso.

Avrei bisogno di un laboratorio adatto, di una specializzazione, ma allora salterebbe il gioco. Ora la cura che mi viene richiesta – passate un altro strato di sabbia a coprire un punto dove sembra poca – è alta; non voglio consegnare un prodotto che abbia delle imperfezioni.

Nella immondizia contemporanea coesistono molte cose: metalli potenzialmente ancora utili, carta, compost. Nessuno però sembra accorgersi che alcune parti dell’immondizia conservano intatte grosse potenzialità. Uno dei primi ad accorgersene è stato il maestro Alfredo Santella, di cui mi onoro di essere allievo, amico e collaboratore.
Di certo non è stato lui nè io gli unici a scoprire la bellezza dei rifiuti ancora trasformabili. Basta avere occhio. Il rotolo della carta igienica una volta terminata, si dimostra un cilindro perfetto. Il polistirolo bianco è lì che provoca, e chiama: “Perché non mi dipingi?” L’umile cartone – grazie ad uno strato di colla, o a interventi di forbici e taglierino, può divenire praticamente ogni cosa. La cenere addirittura, è uno splendido color grigio, magari reso lucido da una mano leggera di vinavil come plastificante. Ecco i materiali, ecco un angolo del balcone dove si può operare, ecco le mani che prudono.

Bando alle ciance!

Se anche questo mio discorso sembrasse convincente, solo il vedere le opere - i risultati - permette di poter esprimere un giudizio. Ecco quindi
Le principali sculture prodotte con questo metodo e questa filosofia

Spero le apprezzerete.
Mi rendo conto di star illustrando delle posizioni del tutto personali sul tema dell’arte contemporanea.

Se leggendo queste righe o vedendo queste opere vi viene un suggerimento, una critica, una vostra presa di posizione, non lasciatela nella vostra testa: scrivetemela.
Specificate pure se gradite che venga pubblicata su ilpalo, e se volete che il vostro contributo sia firmato o in forma anonima. Grazie in anticipo!
Altre sculture di polistirolo, castelli e complementi d’arredo Le principali sculture prodotte con questo metodo e questa filosofia

PS
Se siete interessati all’arte, mi permetto di segnalarvi una delle cose più carine che ho fatto in proposito: "Indovinelli sull’Arte" 150 capolavori del Rinascimento ritoccati al computer in un particolare, e organizzati come un indovinello. Questo permette di calarsi nei panni dell’artista e scegliere in che modo realizzare un determinato particolare dell’opera. Del tipo: "Se fossi stato Leonardo, alla Gioconda avrei fatto mani relativamente grandi o relativamente piccole?"

Le principali sculture prodotte con questo metodo e questa filosofia