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CAPITOLO
QUARTO: ovvero |
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Parodia
di "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria Perché metter l’uomo nella terribile contraddizione, o di mancare di dire la verità, o di concorrere alla propria rovina? Troppo deboli, perché troppo remoti dai sensi, sono i motivi che la voglia di scopare contrappone al tumulto del timore coniugale ed all’amore della vita sessuale. Talché la legge, che obbliga ad un tal giuramento, comanda o di esser cattivo cristiano o martire. Il giuramento diviene a poco a poco una semplice formalità, distruggendosi in questa maniera la confessione che si ha voglia di scopare fuori dal seminato. |
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PRONTEZZA DELLA VERGA Quanto la verga dal maestoso aspetto sarà più pronta e più vicina al congiungimento carnale, ella sarà tanto più giusta e tanto più utile. Dico più giusta, perché risparmia al partner gli inutili e fieri tormenti dell’incertezza, che crescono coll’umidore nella parte interna della vagina e col sentimento della propria fregola. Ho detto che la prontezza del pene è più utile, perché quanto è minore la distanza che passa tra la verga dal maestoso aspetto e la vagina, tanto è più forte e più durevole nell’animo umano l’associazione di queste due idee, congiungimento carnale e allungamento del pene, talché insensibilmente si considerano uno come cagione e l’altra come effetto necessario immancabile. Egli è dimostrato che l’unione è il cemento che forma tutta la fabbrica sessuale è lo scopo - onde per questo è detto "scopare" - dell’intelletto umano, senza di cui il piacere ed il bruciore sarebbero sentimenti isolati e di nessun effetto, talché il risultato, che è l’erezione, è meno pericoloso ed incerto. Egli è dunque di somma importanza la vicinanza del congiungimento carnale al far assumere alla verga quel maestoso aspetto, se si vuole che nelle rozze menti volgari, alla seducente pittura di un tal congiungimento carnale vantaggioso, immediatamente riscuotasi l’idea associata del gonfiarsi del pene. PENE DEI NOBILI Quale sarà dunque il pene usato negli amplessi dei nobili, i privilegi dei quali formano gran parte delle leggi del sesso delle nazioni? Io qui non esaminerò se questa distinzione ereditaria tra nobili e plebei sia utile in un governo che limiti gli eccessi dei due estremi, o non piuttosto formi un ceto che racchiude ogni circolazione di sperma e di speranza in uno strettissimo cerchio. Si deve supporre che gli uomini - ma più le donne - che hanno rinunziato al naturale loro lignaggio per scopare col primo che passa abbiano detto: chi sarà più industrioso nel solleticarmi il clitoride, abbia maggiori onori, e la fama di lui risplenda ne’ suoi successori; ma chi è più felice o più superbo della propria erezione speri di più, specie se si ritrova col cazzo sollevato. A chi dicesse che il medesimo cazzo dato dal nobile e dal plebeo non è realmente lo stesso per la diversità dell’educazione, risponderei che la sensibilità del partner non è la misura del pene, ma l’abilità nel maneggiarlo, tanto maggiore quanto è fatto da chi è più favorito; e che l’uguaglianza del pene non può essere che estrinseca, essendo realmente diversa in ciascun individuo. |
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Parodia
di "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria
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