|
Sono la prima responsabile donna di una banca dati in Italia cominciando nel 1988 e sono anche la prima webmistress di un sito porno italiano, Sex OnLine (cybercore.com il primo sito italiano sulla sessualità che va, a 369 gradi, dalle barzellette erotiche alla pornografia.) dal 1992, quando è arrivata Internet con il World Wide Web.
Internet ha permesso una diffusione mondiale della produzione del porno (italiano e non) attraverso una forma esponenziale che non era mai stata realizzata prima nella storia. Così com’era accaduto con i video registratori, il videotel ed i lettori DVD, la maggiore diffusione del mezzo lo dobbiamo proprio alla pornografia. E così con Internet la pornografia italiana è diventata ancora più famosa, accessibile ed importante di quanto non lo fosse mai stato prima.
D’altronde il potere di diffusione È la caratteristica di Internet.
Ma Internet è anche ciò che sta uccidendo, se non lo ha già fatto, la nostra amata pornografia almeno quella italiana, quella in web, della quale posso portare una testimonianza diretta e personale. Hard e telematica oggi sono talmente connessi che è impossibile separarli.
Una volta tanto, raccontiamo la verità.
Credo che Sex OnLine sia l’unico sito hard dove tutto il materiale è dato strettamente dalle mani dei proprietari ed ha la liberatoria di tutti i personaggi. Posso affermare di rivendicare l’onore di aver messo in Internet tutti i personaggi del settore hard italiano.
Nato nel 1992, in poco tempo il sito ha cominciato ad avere una media fissa di 10/12mila utenti al giorno che provenivano da tutto il mondo. Ma oggi le cose sono cambiate. Mentre da una parte Internet ha dato voce e visuale al settore allargandolo, dall’altra ha creato un circolo vizioso che si sta ritorcendo su se stesso. Inoltre oggi l’utenza non solo è cambiata, ma degenerata, sono sempre più rari i “cultori” dell’hard e sempre più presenti gli utenti ad usufrutto esclusivamente masturbatorio.
Il tracollo è dovuto alla Rete da una parte, dal settore stesso e dalla censura velata dall’altra.
Da parte della Rete (Perché la Rete non è più come prima)
Cambia l’utente
Di sicuro una volta le pornostars erano solamente un mito, irraggiungibili e misteriose. Oggi la Rete ti offre una casella di email attraverso la quale puoi contattarle e scambiare con loro opinioni, o semplicemente farle dei complimenti, in ogni caso sono diventate “le ragazze della porta accanto” non sono più un mito irraggiungibile. A discapito dell’amatore dell’hard che racimolava e collezionava foto ed informazioni private su di loro, oggi la loro biografia, il loro diario e tutta la loro vita pubblica e privata sono facilmente reperibili tra i migliaia di siti che si scopiazzano uno con l’altro, ma offrono comunque tutte le informazioni ricercate su di ognuna.
L’”amatore” non si distingue più dall’”utente qualunque” che possiede le stesse informazioni, ma diverse motivazioni.
Addio vecchio voyeur
Spesso mi chiedo se la Rete, con le immagini fisse ed in movimento e gratuite, che ha stimolato al principio i voyeurs, coloro che volevano guardare, spiare, coloro che l’anno fatta diffondere, oggi non li abbia trasformati in una specie in via di estinzione… Come dire che il buco della serratura non c’è più, la fatica di rubare un’immagine che poi era più intensa dello stesso atto sessuale che provocava non esiste più… è tutto a disposizione, subito!
Ma queste sono motivazioni psicologiche / utente.
Perché la pornografia & Rete stanno andando a puttane?
Economicamente il settore sta crollando sia nel web che fuori.
Sicuramente c’è la troppa concorrenza data dall’aumento esponenziale della Rete stessa che ha comportato una rivalità senza precedenti, globale, mondiale, concorrenza che offre servizi gratuitamente. Oggi contiamo milioni di siti hard molti copiati l’un l’altro con poca qualità di offerta e quindi:
perchè l’utente deve pagare un film hard in un sito o magari entrando in una videoteca o un sexy shop rinunciando alla sua privacy quando può ottenere la stessa attività masturbatoria gratis, a volte con prestazioni dirette (vedi le cams) ed addirittura migliori per il semplice fatto che sono indotte, provocate da loro stessi?
In Rete,
La maggiore responsabilità ce l’hanno i webmasters che hanno truffato gli utenti con prelievi non autorizzati sulle loro carte di credito, forzando dei programmi in Internet che facevano passare l’autorizzazione del prelievo a loro insaputa. Ma anche i programmini auto installanti che chiamano numeri a valore aggiunto, sempre all’insaputa dell’utente, giochino che ha reso molte società ricche con la complicità della Telecom che era perfettamente in grado di bloccare tutto questo raggiro alla base. Queste truffe hanno provocato una paura oggettiva nell’utenza e quindi un calo degli introiti in Internet. Semplicemente l’utenza “ignorante” aveva (ha) paura.
I webmasters truffaldini hanno dato una mazzata all’e-commerce (come accadde alla fine degli anni 80 con il videotel) in tutti i settori, figuriamoci quelli hard, forse c’e’ un motivo, assolutamente non voglio giustificarli, anzi!, ma a tutto c’è un motivo.
Forse non tutt* sanno che i siti oggi hanno delle serie difficoltà (sarebbe meglio chiamarle impossibilità) di guadagnare in Rete.
In Italia è praticamente impossibile fare le proprie transazioni con qualunque banca italiana per il semplice motivo che non accettano i siti adult.
Dobbiamo affidarci agli Usa…bene esistono anche lì pochissimi siti di transazioni online che accettano questo settore.
Ecco i principali:
Ibill, ha crashato con le sue banche e non paga chi ha realmente sudato i propri profitti dal maggio del 2004. E forse non li pagherà mai più.
Ccbill il quale non ha risorse umane da sprecare per far controllare i siti uno per uno e controllare che non ci siano foto di pedofilia, animal o sadomaso estremo, notoriamente proibite nella stramaggioranza dei paesi, quindi ha inventato un programmino (uno sniffer per gli addetti ai lavori) che analizza una serie di parole nel sito scaricato a livello testuale e gli basta trovarne una sola per rifiutarti il contratto. Su Sex OnLine hanno trovato le parole:
- “bestiale” che accompagnava la spiegazione di una “foto molto figa”.
- “adolescente” che fa parte di una serie di domande di un gioco/test on line che chiede tra le altre: “da adolescente hai avuto rapporti con altri adolescenti?” per stabilire il tuo grado di sessualità…. Risultato: “contratto non accettato”.
Ricordo quando nel lontano 1992 Compuserve (una delle più grandi Bbs a livello mondiale) censurò i suoi news groups attraverso parole chiave, tra le quali “seno” inibendo così qualunque gruppo di discussione che conteneva questa parola, compresi i gruppi di auto aiuto sui tumori al seno… fu uno scandalo! La cosa peggiore è che questo fatto scatenò le masse a livello mondiale, oggi non c’è più reazione, neanche se ne parla.
Verotel, dice continuamente “nessun problema”, però ti ritrovi ad aver firmato una clausola in piccolo, corpo 4 in inglese alla pagina 24bis dove accettavi che al 2% di chargeback (gli utenti che richiedono indietro il pagamento effettuato come mai autorizzato) tutte le transazioni in entrata ed in uscita sarebbero state bloccate per sei mesi (SEI mesi). Naturalmente neanche ti spediscono quello che nel frattempo hai accumulato.
Due parole sui chargeback…
Ogni volta che un webmaster riceve una comunicazione di tal tipo, ovviamente perde l’incasso che ne avrebbe ricevuto, trovandoselo sottratto dall’eventuale assegno successivo, ma si trova anche dai 20 ai 35 dollari in meno (dipende dalla società che fa da intermediaria per le transazioni) per “spese bancarie”. Naturalmente un chargeback può arrivare fino ad OTTO mesi dopo che l’utente ha sottoscritto l’abbonamento, il che gli da tutto il tempo di girarsi il sito, magari memorizzarselo e poi richiedere i soldi indietro. E questa è una possibilità che gli hanno insegnato direttamente le società di carta di credito, e gli utenti lo stanno imparando velocemente e quindi un 2% di chargeback è un dato veramente folle da proporre/accettare.
Le carte di credito non hanno capito che devono tutelare anche chi vende. Non lo fanno mai, e se tutti smettessimo di vendere i loro clienti non saprebbero cosa farsene delle loro carte.
Ma qui c’è un’interessante dettaglio che spiega la caduta economica del settore hard in Rete, comunque, ripeto, strettamente correlato col settore in generale. Nell’aprile 2004 (il primo aprile, come il pesce d’aprile) la Visa ha deciso di dividere i siti tra buoni e cattivi, o meglio tra i “siti a rischio” e quelli “fuori rischio”. Per rischio, la Visa intende tutti quei siti che vendono servizi e non prodotti. Quelli hard per primi. Nell’aprile 2004 annuncia quindi che non avrebbe più processato transazioni per questi “risk sities”. A maggio, decide di chiedere un importo di garanzia che varia dai 750 ai 1.300 dollari, a fondo perduto, più un canone di rinnovo annuale che va dai 250 ai…..350 Us dollars. Quindi, o gli regali un bel po’ di dollari o non vendi con carta Visa.
Mentre una volta bastava dare un nome (personale o di società anche falso) per abilitare un contratto, ora lo devi stampare nelle sue 20 o 30 pagine, siglarle una per una, e mandarle per fax in america con la fotocopia di 2 (DUE) documenti validi e se sei una società lo statuto.
E mi è capitato di trovare la richiesta delle ultime tasse pagate.
Insomma, suona come una sorta di censura, molto sofisticata e velata che sta facendo collassare il settore su se stesso, impedendogli semplicemente di vendere e quindi riscuotere. Non solo non si incassa più come una volta, ma adesso stanno chiudendo le possibilità di fatturazione, semplicemente diventa quasi impossibile vendere!
Da parte del settore
Mentre all’inizio era difficile convincere i componenti del settore che la Rete poteva dargli maggiore diffusione ed anche aumentare le loro entrate, in breve tempo c’è stata una propagazione di siti talmente abnorme che l’eccessiva concorrenza ha sconvolto l’intero mercato.
I produttori continuavano a proporre i loro video e le loro pornostar, mentre la continua evoluzione delle tecnologie sviluppava tecniche che ci permettono anche oggi di avere/vedere scene hard a risoluzione economica molto bassa rispetto all’acquisto di una videocassetta.
Sopratutto l’invenzione delle cam adottate dai vari siti notoriamente frequentati da donne di qualunque età disposte ad intrattenere l’utente con scene molto spinte, reali, ogni volta diverse e magari “a comando” ossia: “propongo una fantasia e tu me la realizzi. Subito!”, ha tolto ai produttori del settore video molti dei profitti, perché il reale e l’interattivo diventava più eccitante di una vhs con la solita star stagionata e rivista in tutte le posizioni del kamasutra.
Anche l’avvento del Peer 2 Peer (il mezzo per scambiarsi files musicali e video gratis tra utenti) ha dato un duro colpo a tutto il settore.
Ed in effetti il settore video è stato il primo ad andare in crisi e negli ultimi anni sono molte le case di produzione che hanno chiuso o in ogni caso hanno cambiato tutte le loro strategie di marketing.
La riduzione delle entrate ha provocato un’ovvia riduzione delle uscite e così oggi vediamo ingaggiare giovani e belle ragazze dell’est che in genere “te la danno” solo per pochi mesi, smettono appena hanno il gruzzolo sufficiente per pagarsi gli studi o qualche vezzo, ma non sono e non saranno mai delle star: nessuna di loro ne ha lo spessore, nè ne ha la motivazione, quella dell’esibizionismo. Hanno invece quella economica, e questo già cambia di netto la situazione.
Ed anche la qualità delle prestazioni/produzioni.
Anche e sopratutto a discapito delle nostre amate star italiane… molte si sono ritirate per i motivi più disparati, ma molte sono sparite perchè offrivano prestazioni molto ridotte e più care rispetto alle ungheresi speso più giovani e più belle, e sicuramente più disponibili a qualunque tipo di scena. Sia nelle produzioni video che negli spettacoli nei vari locali. Aihmé/Ainoi!
Ricordo come pochi anni fa tutt* noi ci trovammo a constatare che avremmo avuto un aumento della censura e delle repressione a causa dei cambiamenti politici che stavano avvenendo nel mondo occidentale, non so come ci sono riusciti, ma sono andati oltre la solita censura, pochi accordi economici con le carte di credito ed il settore è collassato su se stesso.
Negli ultimi giorni ho passato molto tempo (2 settimane per la precisione) ad eliminare più di cento immagini dal sito xxxmayagifs.com, una collezione di gif animate erotiche che colleziono dal 1989 ossia da quando sono state inventate, perché o eliminavo le immagini “animal” o niente abbonamenti online. Naturalmente nessuna delle immagini additate era oscena né scabrosa e neanche comprendeva rapporti sessuali con animali, la maggioranza erano manga o disegni di “sesso alieno” ossia disegni di sogni e fantasie erotiche con personaggi dai lunghi tentacoli/peni che di sicuro non offendevano la moralità di nessun* o immagini che se non fossero in un sito per adulti sarebbero semplici disegni sui quali sorridere.
E l’ultima, ma solo in ordine di tempo di successione, non si può più aprire un account di posta su hotmail.com che contenga la parola porn. Provare per credere!
Non so come ci sono riusciti, ma so di sicuro che il mondo dell’hard come siamo abituati a viverlo non c’è più, è cambiato di molto e so di sicuro che io non mi diverto più. |