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Dibattito: Il punto
G non esiste!
L’oggetto del contendere.
Alcuni ricercatori affermano che certe donne, nel momento dell’orgasmo,
emettono dall’uretra un liquido simile allo sperma, la cosiddetta “eiaculazione
femminile”.
Questa sarebbe il risultato della stimolazione di una zona dell’interno
della vagina, il “punto G”, G come Grafenberg, il sessuologo che, negli
anni ’50, affermò di averne accertata l’esistenza. Lasse Braun, nel suo
libro “L’impeto di Venere” (edito a cura della Fondazione “Documents of
evolution”) è il più estremista (ma estremista veramente tanto) nel difenderne
l’esistenza, e parla di più di 3 (tre) litri di liquido emesso da una
sua amica durante un rapporto sessuale durato 2 ore e 40. Parla anche
della violenza del getto di liquido (da qui anche il titolo “L’impeto
di Venere”), tale che la gittata massima dello schizzo fuoriuscito dalla
vagina arrivava a 2,85 metri di distanza. Jacopo Fo, che ne ha parlato
in tv e sulla stampa, è più realistico, e accenna a un cucchiaino di liquido
emesso. Resta il fatto che non tutti credono all’esistenza di questa zona
erotica femminile e alle sue eiaculazioni. Vediamo i punti a favore (A)
e quelli contro (B).
1A Le seguenti persone dicono di averne verificato l’esistenza: Leslie
B., Ernest G., Silvana C., Helena V., Marina I., Diana D., Jacopo F.,
Renzo D., Cinzia N., Franca N., ecc.
1B Più del 51% della gente o ne ignora del tutto l’esistenza o non ci
crede per averlo ripetutamente cercato e non trovato
2A Il punto G era conosciuto anche in passato. Nel Settecento ed Ottocento,
in alcune opere letterarie libertine, c’è la menzione di "eiaculazioni
femminile": "copiosi" getti di un liquido che alcuni autori francesi chiamarono
elegantemente "ciprina" (dall’isola di Cipro, sacra a Venere)
2B Se esistesse questo fantomatico punto, la scienza ginecologica contemporanea
– o quanto meno il laboratorio “Ricerche e sviluppo” della Tampax, che
conosce l’interno della vagina millimetro per millimetro - se ne sarebbe
occupata, magari per inventare qualche pasticchetta che lo stimolasse.
3A Lenzuola bagnate da un liquido misterioso dopo un orgasmo da stimolazione
del punto G, testimoniano l’esistenza di abbondanti secrezioni femminili
altrimenti inspiegabili
3B Un’emissione, non dico di tre litri, ma anche solo di mezzo bicchierino
di liquido implica, da un punto di vista fisiologico: muscoli eiettori,
serbatoi di liquido, vesciche speciali, organi secrettori, ecc., tutte
cose che nessuna autopsia ha mai trovato all’interno della vagina, a meno
che non si stia parlando della banale orina.
4A Il liquido in questione non ha né l’odore né l’aspetto dell’orina.
4B Oggi l’analisi chimica fornisce spiegazioni di ogni cosa. Sarebbe bastato
mettere una goccia di tale liquido sotto un microscopio per sapere, da
un punto di vista scientifico, cosa esso è, che origini ha e da che è
composto. Se ciò non è stato fatto, il tutto suona d’imbroglio
5A Amanti disinibiti hanno assaggiato il liquido che risulta molto profumato,
leggermente vischioso, che non ha assolutamente il sapore né l’odore dell’orina.
5B Quanto alla creazione e alla successiva emissione di un liquido in
un corpo della nostra specie, esso può essere: sangue, acqua, orina, bile,
muco lubrificante. Sangue non è: non è rosso; neppure bile: troppo lontana
dal fegato; acqua? Sarebbe l’ideale, sudore e lacrime sono acqua, ma l’interno
della vagina non è fatto né per sudare né per lacrimare; quindi non resta
che l’orina, che, può essere solo una coincidenza, ha un raccoglitore
– la vescica – proprio a due passi dalla vagina. Per di più spesso viene
affermato che tale liquido passa attraverso l’uretra femminile, il canale
di deflusso dell’orina: salvo prova contraria dovrebbe proprio trattarsi
di orina.
6A Cento anni fa nessun luminare della scienza ottocentesca avrebbe ammesso
l’esistenza dell’orgasmo femminile classico, oggi negano il punto G, c’è
un complotto per tenere le donne nell’ignoranza circa la loro sessualità.
6B Le edicole son piene di riviste femminili che vendono milioni di copie,
scritte e dirette da donne. In un panorama dell’informazione così variegato,
congiure del silenzio sulle parti interne della vagina sono totalmente
incredibili.
7A L’orgasmo femminile è molto più misterioso di quello maschile, se non
altro perché, in pratica, non è così "evidente": per questo può affascinare
come anche spaventare. E’ possibile che alcune donne nel momento dell’orgasmo
emettano dall’uretra un liquido simile allo sperma.
7B Nulla può essere in contrasto con le leggi di Darwin: come si giustificherebbe
la presunta esistenza del “punto G” con l’evoluzione? Ogni organo del
corpo deve indirizzare i suoi modi di operare verso la conservazione della
specie. Se esistesse questo benedetto punto “G” in che modo potrebbe essere
utile alla specie? Nell’orgasmo femminile c’è sempre una contrazione,
positiva perché impedisce al seme appena eiaculato di rifluire via. Un
getto di un qualche liquido, una eiaculazione femminile che funzione potrebbe
avere? In quel momento la vagina deve aspirare, indirizzare verso l’utero,
non schizzare via, rischiando di espellere utili semi. Questa reazione
sessuale, assente nelle scimmie, a che scopo si sarebbe inserita nell’evoluzione
umana? Perché avrebbe dovuto essere vincente nella riproduzione? Punti
difficili da raggiungere e liquidi respingenti sarebbero andati persi,
generazione dopo generazione.
8A L’eiaculazione femminile fa parte di tutto l’universo della sessualità
delle donne, repressa e misconosciuta nei secoli. Di fronte alla capacità
di emettere copiosi getti di liquido dagli organi sessuali, che alcune
scoprono dentro se stesse, il maschio entra in crisi.
8B Quanto alla capacità di “schizzare” orina a due metri di distanza,
non è che sia credibilissimo (un tempo le bambine venivano chiamate “pisciasotto”),
però è forse teoricamente possibile. Alcune donne riescono a fumare sigarette
contraendo i muscoli della vagina, potrebbero dunque riuscire a schizzare
un liquido lontano. Sarà muco lubrificante la vagina? E a che servirebbe
alla fine del coito, quando alla donna arriva l’orgasmo? Ormai quello
che doveva succedere è già successo, un’emissione di lubrificante sarebbe
superflua e anzi controproducente, perché potrebbe far scivolare fuori
gli spermatozoi. Questa “invidia dell’eiaculazione”, versione moderna
della freudiana “invidia del pene”, non riesce a stare in piedi.
9A Sul punto G, secondo L. Braun, non si trovano particolari terminali
nervosi. La pressione del dito o del pene stimola l’attività dei tessuti
pseudo-prostatici femminili in modo meccanico. Il punto va premuto con
forza, è la pressione del dito, non la solleticazione dei nervi, che fanno
gonfiare il liquido.
9B. Se si sostiene l’esistenza anatomica del punto “G”, va poi esibita
la testimonianza chirurgica dello stesso (un groviglio di nervi, una placca
muscolare, una protuberanza, una pompa, un canale per il liquido proprio
sotto alla zona da premere, un qualcosa!), e questo purtroppo è impossibile.
Continuate a giocare a “dottore e dottoressa” o a “malato e infermiera”,
a “che cos’è questo buchino” e a “fammi sentire cos’hai qui in fondo”,
o anche a: “lasciami fare, te lo trovo io”, e divertitevi nella ricerca,
ma sapendo che è un gioco, e non un’investigazione scientifica.
10A Alcune donne testimoniano di aver avuto orgasmi da punto G, e questo
è un dato incontrovertibile. Costoro riferiscono che “…quando si preme
il loro punto G avvertono un intenso stimolo locale, come di una pompa
cardiaca. Sembra che vibrando sempre di più la pompa gonfi una pallina
all’interno dell’addome. Man mano che continua la stimolazione/pressione,
la pallina si espande. Gonfiandosi oltre il limite di resistenza, la palla
sembra esplodere provocando le ultime fortissime contrazioni esplusorie
e l’eiaculazione immediata.
10B C’è gente che ha visto gli Ufo, altri no. C’è chi ha visto la Madonna
piangere sangue (poi risultato di uomo, e questo era il vero miracolo).
Una cosa che non si è mai vista è un docente di Ginecologia dell’università
di Medicina che sottoscrivesse un documento ammettendo l’esistenza del
punto G.
11A Se due donne, anche solo due, stimolate nell’identico modo ottengono
gli stessi risultati, è segno che c’è una struttura fisiologica comune.
Inserendo il dito medio e usandolo per premere una zona di circa 3 cm
di diametro nella parte alta della cavità vaginale, a metà strada tra
le cervice e l’orifizio vaginale, si individua il punto G. Alternando
forti pressioni e piccoli strappi verso l’esterno, si trova la zona che,
fortemente premuta, provocherà una sensazione simile ad una puntura di
spillo ed un concomitante stimolo ad orinare: quello è il punto G. Sono
i tessuti prostatici femminili che si stanno mettendo in azione intorno
al canale uretrale, quello della pipì. Le prime volte che una donna cerca
di eiaculare, deve volontariamente spingere in fuori i muscoli pelvici
in modo identico a quando desidera urinare.
11B Intanto una premessa: la prostata è un organo maschile, “tessuti prostatici
femminili” è una contraddizione come “ovaie maschili” o “spermatozoi della
donna”. Abbiamo quindi un canale urinario femminile stimolato dal basso,
un liquido che fuoriesce da detto canale in qualtità elevate (da 0,2 fino
a più di tre litri) segnalato da sensazioni “identiche a quando si desidera
urinare”. Se il tutto venisse chiamato “urinare”, non si porrebbero tanti
problemi. I muscoli incaricati di trattenere l’orina, educati durante
l’infanzia, possono essere rilassati volontariamente o involontariamente,
ciò può dare piacere, come da piacere defecare o stimolare i muscoli del
foro anale. Una seplice analisi del liquido risolverebbe i problemi di
identificazione chimica, ma ciò non è stato mai fatto. Perché? Voi che
ne dite? Schieratevi! Fateci sapere! Mandateci una e-mail.
I risultati di questa inchiesta ora in Internet saranno pubblicati sul
numero di Maggio di “Play boy”.
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