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Una battaglia del 1943 vinta con  “Window”, nome in codice della stagnola

Nel 1943 l’aviazione inglese prese a bombardare sempre più spesso le fabbriche tedesche, difese dai caccia della Germania che si alzavano in volo per fermarli, e dalla artiglieria contraerea tedesca guidata dai radar. Ecco che dei pezzetti di stagnola, delle “carte per cioccolatino” diventano un’arma.

[Tratto da Winston Churchill, “La seconda guerra mondiale”, Parte IV, pag. 337]

«... si aveva urgente necessità di mezzi poco costosi e di largo impiego per disorganizzare l’intero sistema di difesa nemico. Già nel 1937» scrive Churchill «il professor Lindemann mi aveva incitato a dare un suggerimento semplicissimo al Comitato per le ricerche sulla difesa aerea: seminare dagli aerei pacchetti di striscioline di stagnola o di altro materiale conduttore, tagliate in misura tale da simulare la presenza di un bombardiere sugli schermi dei radar nemici. Se una nube di queste striscioline fosse stata lasciata cadere dai nostri aerei, i caccia nemici non sarebbero più stati in grado di sapere quali fossero i bombardieri e quali le striscioline di stagnola. A questo ritrovato fu più tardi dato il nome di “Window”. Gli esperti erano dubbiosi e l’idea non venne esperimentata se non quattro anni dopo, quando per incitamento di Lindemann alcune prove furono compiute, all’inizio del 1942, nel più rigoroso segreto. Esse furono dirette dal dottor Jackson, uno dei nostri migliori spettroscopisti, che era entrato nell’aviazione all’inizio della guerra e si era distinto come pilota di caccia notturni. La prova fu coronata da successo e dopo di allora il sistema “Window” venne rapidamente perfezionato. In un primo momento si ritenne che le striscioline destinate a ingannare il nemico dovessero avere la grandezza d’un aereo per dare un’eco altrettanto buona. Ciò non era però necessario se esse venivano tagliate nella lunghezza sufficiente a riflettere l’onda emessa dal radar nemico; e le striscioline producevano, tenuto conto del loro volume, un’eco assai più forte d’una massa di metallo non sintonizzata qual è un aeroplano.

Un modo facile e ingegnoso per produrre simili “dipoli accordati” — cosi essi erano tecnicamente chiamati — fu escogitato nel 1942, dopo che dall’alto era stata esercitata una certa pressione. Si scoprì che striscioline di carta con una sola faccia metallica, come si usa spesso per avvolgere la cìoccolata, erano senz’altro sufficienti, purché tagliate nella lunghezza adatta, per riflettere efficacemente le onde emesse dal radar. Pacchi di striscioline di tale specie, del peso di pochi etti, gettati dagli aeroplani fluttuavano nell’aria in nuvole di qualche metro di lunghezza e riflettevano treni d’onde esattamente simili a quelli prodotti dai bombardieri comuni. Si contava di riuscire a confondere la difesa radar tedesca, qualora parecchi bombardieri avessero seminato nel cielo nubi di simili striscioline di carta, che avrebbero dato riflessi radar falsi e reso difficile distinguere le onde riflesse dagli apparecchi veri. Teoricamente però, venendo esse trasportate solo dal vento, si sarebbe potuto distinguere l’eco dell’aereo viaggiante a parecchie centinaia di chilometri all’ora dagli echi delle striscioline. Ciò sarebbe stato però assai difficile da stabilire nei pochi minuti disponibili, e noi contavamo che ciò avrebbe ostacolato, se non impedito, la precisione del tiro delle batterie contraeree e reso notevolmente più difficile agli operatori radar tedeschi, addetti agli strumenti di controllo a terra, guidare i caccia della difesa contro i bombardieri attaccanti. Il nostro Comando bombardieri venne a sapere di tale ritrovato e desiderò usarlo immediatamente per risparmiare i suoi aeroplani. Ma il pericolo dell’impiego era evidente: il ritrovato era cosi semplice e cosi efficace che il nemico avrebbe potuto copiarlo e servirsene contro di noi. Se avesse cominciato nuovamente a bombai~dare il nostro territorio, come aveva fatto nel 1940, i nostri caccia si sarebbero trovati ugualmente in difficoltà e il nostro sistema di difesa sarebbe stato ugualmente inefficiente. Il Comando caccia desiderava perciò che il segreto venisse mantenuto a ogni costo sino a quando non avessimo trovato un antidoto. Ne seguirono aspre controversie.

Il 22 giugno 1943 convocai una riunione di Stato Maggiore con l’intervento dei dirigenti del Comando bombardieni e del Comando caccia per decidere circa l’impiego del sistema “Window” nelle operazioni di bombardamento Immaginavamo che i tedeschi avessero già pensato a un simile ritrovato, ma anche se lo avessero adottato il declino della loro aviazione da bombardamento e la crescente potenza dei nostri attacchi aerei contro la Germania avrebbero fatto pendere la bilancia dalla nostra parte. I nostri esperti erano convinti che la sua introduzione su larga scala avrebbe ridotto le nostre perdite di bombardieri di oltre un terzo. Decidemmo pertanto in tale riunione che il sistema “Window” poteva venire impiegato non appena ci fosse stata qualche probabilità che la sua imitazione da parte dei tedeschi non influisse sfavorevolmente sulle nostre operazioni in Sicilia. Venne perciò accordata la precedenza assoluta allo sviluppo, alla produzione e all’installazione di apparecchi destinati a controbattere l’eventuale ripresa di bombardamenti contro il nostro territorio.

Al fattivo proseguimento e al progresso di questi studi contribuì largamente il dottor Jackson. Il primo esperimento del sistema “Window” fu compiuto il 24 luglio 1943 durante l’incursione su Amburgo. I risultati superarono le aspettative: le animate discussioni, da noi intercettate, tra gli operatori degli impianti di controllo radar a terra e i piloti dei caccia tedeschi diedero la prova della confusione provocata. Per qualche tempo le nostre perdite di bombardieri diminuirono quasi della metà; e sino alla fine della guerra, sebbene il numero degli apparecchi da caccia tedeschi fosse quadruplicato, le nostre perdite di bombardieri non giunsero mai al livello toccato prima dell’adozione del “Window”. Il vantaggio conseguito grazie al suo impiego fu mantenuto con una serie di altre contromisure e di nuove invenzioni nel campo radiotecnico.

Si discusse a lungo allora, e ancora si discute, se avremmo dovuto incominciare prima a far uso del “Window”. Si deve tener conto di tanti fattori che è difficile dare una risposta perentoria. Nessuno avrebbe potuto predire con certezza quale

sarebbe stata la forza dell’aviazione da bombardamento tedesca nell’estate 1943; sarebbe stato assai scoraggiante per il nostro popolo se i bombardamenti fossero nicominciaiti e la nostra difesa contraerea si fosse rivelata meno efficace di tre anni prima. In complesso, si può affermare che noi ce ne servimmo su per giù al momento giusto. A guerra finita abbiamo appreso che una proposta analoga era stata avanzata da un tecnico tedesco. Goering afferrò prontamente il pericolo che ciò avrebbe costituito per la sua difesa contraerea: tutti i documenti relativi a tale progetto furono immediatamente messi sotto chiave e vennero impartiti ordini severissimi affinché non se ne parlasse mai. Prima che noi incominciassimo a servircene, essi si astennero dall’impiego esattamente per le stesse ragioni che ci avevano fatto esitare cosi a lungo. Alla fine i tedeschi se ne servirono durante l’inverno e la primavera del 1944, ma ormai la loro aviazione da bombardamento era agonizzante e le loro speranze si appuntavano sui razzi e sulle armi senza pilota.»

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