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Come
dipingono gli scimpanze
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Tempo fa abbiamo inviato unemail su Altamira e la pittura primitiva (umana). In un certo senso il lontano antenato del misterioso pittore di bisonti delle grotte spagnole era una scimmia. Vediamo allora come dipingono le scimmie. Racconta Morris in La mia vita con gli animali, CDE-Mondadori : «Misi in grado lo scimpanzè Congo di disegnarsi un suo quadro. Non cera bisogno di incitarlo con una ricompensa. A dire il vero, una volta che cercai di abbreviare una seduta di disegno prima che avesse finito il suo lavoro, esplose in urla selvagge e si calmò soltanto quando gli permisi di continuare e completare lopera. Giudicando dalla forza di questa reazione, collocava il disegno tanto in alto quanto il mangiare o il bere, benché la sua unica gratificazione fosse la produzione del quadro stesso. Questo mi fece comprendere meglio larte della grotta di Lascaux . Mi ero sempre chiesto come i nostri antenati, vivendo nelle condizioni tecnologicamente primitive delletà della pietra, si sentissero motivati a dedicare tanto tempo ed energie alla loro elaborata opera darte. Ma se unumile scimmia poteva mostrare un interesse quasi ossessivo per il disegno, allora la cosa diventava più facile da accettare . A quanto pareva, larte per larte aveva una storia molto più lunga di quello che si supponeva. Dopo avergli offerto di lavorare con una matita, passai ad offrigli pennelli e tubetti di colore. Lo scimpanzè Congo fu felice del cambiamento. Si rese conto che poteva fare con un piccolo sforzo segni molto più grossi, mentre il colore passava dai suoi pennelli ai larghi fogli che gli avevo fornito. Ero anche pronto a lasciargli spalmare i colori con le dita, ma fortunatamente lui non trovò alcuna difficoltà a maneggiare i pennelli, che imparò a reggere con una presa tipicamente umana. Io gli regalavo un colore dopo laltro e lui continuava a lavorare a un quadro finché non lo considerava finito. Poi si fermava e non voleva più aggiungervi nulla. Col passare delle settimane acquistò sicurezza e ogni linea o macchia colorata era posta esattamente dove lui voleva, quasi senza esitazione. Ora lavorava molto più a lungo e i colori brillanti aggiungevano un fascino particolare, che rese più intensa la sua concentrazione. Nulla avrebbe po tuto farlo smettere finché non fosse soddisfatto dellequilibrio tra le parti del suo quadro. Una volta lo provocai togliendogli un lavoro semi-finito che sostituii con un foglio bianco. Dopo una protesta iniziale si concentrò sul foglio nuovo e riprese il lavoro. Lindomani gli offrii il suo quadro lasciato a metà, in cui aveva abbozzato un modello a ventaglio. Subito si accinse a completare lopera. Non cera alcun dubbio, sapeva assai bene che cosa voleva fare. LIstituto delle Arti Contemporanee accettò di fare una mostra dei quadri dello scimpanzé , il 17 settembre 1957. Julian Huxley venne convinto a inaugurare la mostra con un discorso in cui metteva in rilievo come non si trattasse di una bravata frivola, ma di una ricerca affascinante sulla « nascita dellarte ». Gran folla alla « vernice ». Molti vennero per dare unocchiata ironica allultima pazzia dellIstituto delle Arti Contemporanee ma quelli che capivano davvero larte astratta si convertirono immediatamente. Si resero conto alla prima occhiata che questo non era il caso del pennello legato alla coda di uno scimmiotto. Lartista americano William Copley venne in aereo a Londra per ridicolizzare la mostra, ma si profuse subito in scuse quando vide i quadri appesi alle pareti. Il « New York Times commentò sobriamente: « Questi quadri sono di considerevole interesse perché ci dicono qualcosa del modo in cui larte può essersi sviluppata... In effetti, stiamo assistendo alla nascita dellarte. I risultati mostrano in definitiva che gli scimpanzé hanno potenzialità artistiche che si possono portare alla luce fornendo loro adeguate opportunità ». Salvador Dalì davanti a uno di essi esclamò: « La mano della scimmia è quasi umana; la mano di Jackson Pollock è totalmente animale! ». Restai colpito dalla percettività di questo commento. Dalì aveva scoperto, senza conoscere nulla dei particolari dei miei esperimenti, che la scimmia tentava risolutamente di portare ordine nelle sue linee e forme dipinte: stava cercando di organizzare le sue semplici composizioni. Jackson Pollock , daltro canto, era, a quanto pareva, intento a distruggere lordine. La reazione di Picasso fu più immediata. Roland Penrose aveva acquistato uno dei dipinti per lui e glielo portò nel suo studio nel sud della Francia . Picasso ne restò assai contento e lo collocò al posto donore nel caos di oggetti della sua casa. Successivamente ricevette la visita di un giornalista il quale gli chiese che cosa pensasse della pittura degli scimpanzé . Picasso uscì dalla stanza e riapparve all improvviso con le braccia ciondoloni, balzò sul giornalista e lo morsicò. A suo modo voleva dire che la scimmia e lui erano artisti, avevano qualcosa in comune. Morris D ., La mia vita con gli animali, CDE-Mondadori , pag. 189 |
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