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Oggi una piccola curiosità su un pittore futurista: Boccioni, un
artista destinato a morire giovane nel 1916.
A seguire il resoconto del dibattito suscitato dall’intervento su attentati,
militarismo e Palestina.
Boccioni era un interventista,
voleva che l’Italia partecipasse alla Prima guerra mondiale, contribuì
anche lui a forzare un’opinione pubblica che invece era per la pace. Una
situazione in parte simile all’odierna vicenda dell’Irak, con la differenza
che a manifestare in corteo erano i guerrafondai. Nel 1915 Boccioni partì
come volontario, ma militarmente non produsse molto. Nel mese di luglio
del 1916, venne destinato a un reggimento di artiglieria nel quale durante
le istruzioni si compiaceva di cavalcare i cavalli più bizzarri
del suo reparto, ma sbalzato per una violenta impennata e battuta malamente
la testa, la mattina seguente moriva.
Boccioni passò alla storia anche per le scazzottature organizzate
con Marinetti e gli altri.
Usati i pugni come chi abbia compiuto un dovere, Boccioni se ne mostrava
allegro, sorridente, sodisfatto, leggero come chi si sia scaricato di
un peso.
Ma veniamo all’aneddoto che mi ha spinto a parlarvene. È citato
in "L’opera completa di Boccioni", Rizzoli editore, nella presentazione
scritta da Aldo Palazzeschi, che conobbe personalmente il pittore.
"
Quando a Boccioni si presentava un soggetto per il quale era
sufficente guardarlo la faccia - un dabbenuomo pedante, un critico d’arte
insopportabile, un borghese fastidioso e noioso - Boccioni conosceva le
sfumature più raffinate dell’ironia: mostrandosi attento e con
la bocca semiaperta a un sorriso di consenso, di adesione assoluta, religiosa,
estasiato di quanto l’altro, sempre più edificato dal suo contegno,
gli andava dicendo; arcisicuro di averlo tirato, a ragione, ai propri
invulnerabili principi e alle proprie infallibili teorie.
Per smontare questa gente Boccioni possedeva un microscopico espediente,
ma del tutto originale e che richiedendo il minimo delle sue favolose
risorse si rivelava ogniqualvolta di un’efficacia infallibile. Bisogna
sapere che da ragazzino facendo a sassate coi compagni, gli avevano fatto
saltare nella parte superiore della bocca i due incisivi di centro, sostituiti
con due denti finti ma ben fatti che non lasciavano adito al sospett.
A un certo momento Boccioni, mentre sempre più attento e sorridendo
prestava attenzione a quanto diceva il noioso, faceva fare con la lingua
una rapidissima capriola ai due denti posticci - che Boccioni chiamava
i "bugiardi" - eseguita la quale, da perfetti acrobati, si ricomponevano
perfettamente al loro posto.
Microscopico esercizio questa volta, ma che produceva un duplice sbattere
di ciglia nell’altro, il quale, dopo l’inevitabile sorpresa, come avviene
nei soggetti di quello stampo, riprendeva corraggiosamente il fatto suo.
Sennonché, dopo non molto, nel più religioso silenzio, nuova
abilissima capriola che produceva stavolta un moto di perplessità
e un istante di arresto nell’eloquio.
E così via di seguito fino che il dabbenuomo accigliandosi sempre
più di fronte a così ineffabile spettacolo, si allontanava
disorientato dopo di aver perduto il filo del discorso."
L’intervento su attentati,
militarismo e Palestina, ha suscitato tre risposte.
La prima riguarda il "non contrasto" tra il sentirsi pacifista
ed essere curiosi del mondo delle armi, come accade anche al Dalai Lama.
Scrive Andrea Angiolino angiolillo@nexusgames.com
"Sono un appassionato e anche un autore di giochi di simulazione
bellica (ne ho pubblicati diversi). Ho anche aiutato la Nexus Editrice
a recuperare gli stampi dei mitici soldatini Atlantic e a rimetterli in
produzione. Sono peraltro un pacifista e ho fatto l’obiettore. La cosa,
ovviamente, non mi sembra in contraddizione: anche perché "per
combattere il nemico occorre conoscerlo". E poi il gioco ci fa spesso
fingere di essere più cattivi di quello che siamo davvero: anche
quando giochiamo a "Monopoli" cerchiamo di far fallire i nostri
concorrenti, fingendo di essere degli speculatori senza scrupoli. Allo
stesso modo, se giochiamo a "Risiko", ci fingiamo dei guerrafondai
che vogliono conquistare il mondo. Può essere liberatorio, per
qualche ora: ma poi si torna alla vita di tutti i giorni, magari sentendosi
anche più buoni. A mio parere, insomma, spesso questi giochi hanno
la stessa funzione catartica che Aristotele attribuiva ai drammi teatrali.Su
pacifismo e giocattoli bellici, consiglio a tutti anche di rileggere il
"Diario Minimo" di Umberto Eco, dove c’è un’apposita
"Lettera a mio figlio" ancora attuale."
Sulla Palestina ha scritto
Lello segnalando due cose: un libro che riconosce i diritti del popolo
arabo scritto da un israeliano, e un gruppo di Ebrei non Sionisti, anzi
in aperto contrasto con l’interpretazione sionista della storia d’Israele.
E’ un brano un po’ lungo ma curioso, apre gli occhi su un mondo, quello
dell’Ebraismo, che si ha torto a considerare come monolitico e privo di
un dibattito interno. Se avete tempo, potrebbe valer la pena leggerlo
tutto.
Circa il libro, si tratta di
Israel Shamir: Il Don Chisciotte della Terra Santa http://www.kelebekler.com/occ/shamir.htm
.
In italiano è appena uscito un altro libro di Israel Shamir, "Carri
armati e ulivi della Palestina. Il fragore del silenzio"
(CRT, Pistoia, 2002, Euro 15).
Shamir non e’ il solito teorico della politica, ma un uomo che ha vissuto
E vive ancora una vita avventurosa: espulso come sovversivo dalle
università sovietiche, paracadutista nell’esercito israeliano,
corrispondente di guerra nel Vietnam. Oggi, licenziato dalle testate israeliane
per cui lavorava, colpevole di aver sostenuto l’improponibile: una soluzione
democratica al conflitto israelo-palestinese, fondata sulla concessione
di pari diritti a tutti gli esseri umani che abitano tra il Giordano e
il mare, a prescindere dalla loro fede religiosa o origini etniche, contro
l’apartheid implicito nell’ingannevole slogan dei "Due stati per
due popoli".
Nel maggio del 2002, il figlio di Israel Shamir, che per via di madre
ha
la cittadinanza svedese, ha partecipato all’incursione di un gruppo di
pacifisti che sono riusciti a penetrare nella Basilica della Natività
a
Betlemme, portando cibo e medicine ai palestinesi assediati. Il giovane
e’
stato arrestato e immediatamente deportato da Israele con diffida a
rientrarvi per i prossimi dieci anni.
Shamir si ribella in maniera feroce, ma ironica e poetica, contro i
"mostri gemelli, il sionismo e la globalizzazione". Ma dietro
questa sua rivolta ci sono spazi molto più vasti dei nostri: egli
attinge ai racconti degli shtetl ebraici come ai mistici russi, all’ecologia
come all’epica
cavalleresca, allo spirito di giustizia che ha ispirato il movimento
comunista come ai santuari e alle sorgenti della Palestina, alle vicende
di Don Chisciotte come alla vita di Muhammad. Shamir supera insieme le
barriere razziali, proclamando la cittadinanza comune di tutti gli
abitanti della Terra Santa, e le barriere ideologiche, rivolgendo il suo
appello a tutte le persone che non vogliono più aggrovigliarsi
in rancori storici, ma intendono sognare un mondo diverso.
Shamir sostiene:
[INIZIO CITAZIONE] "Dobbiamo avere gli stessi diritti. Ebrei e non
ebrei
dovrebbero essere protetti dalla legge allo stesso modo, avere lo stesso
diritto di voto e, ancora più importante, lo stesso diritto di
bere
acqua.
Tutto questo sembra molto estremista. Ma gli eventi in Palestina assumono
un significato così importante perché c’e’ un legame magico
tra la Terra
Santa e il mondo. Se rendiamo questo un mondo di eguaglianza, l’eguaglianza
si realizzerà in tutto il mondo." [FINE CITAZIONE]
Israel Shamir - CARRI ARMATI E ULIVI DELLA PALESTINA - Editrice C.T.R.,
Via S. Pietro 36 51100 Pistoia - Tel. 0573 976124 - Fax 0573 366725 -
Euro 15,00.
Circa il gruppo di Ebrei - Neturei Karta - non Sionisti, anzi in aperto
contrasto con l’interpretazione sionista della storia d’Israele, ecco
la traduzione italiana di un testo dei GUARDIANI DELLA CITTA’(Questo vuol
dire Neturei Karta)- EBREI DI PACE: NETUREI KARTA - CUSTODI DELLA CITTÀ
da www.netureikarta.org
Neturei Karta International
si dedica alla diffusione e al chiarimento
dell’Ebraismo. L’unica sua lealtà è verso Dio e la Sua rivelazione.
Uno dei principi dell’Ebraismo è che noi siamo un popolo in esilio
per
decreto divino. Conformemente a questo noi ci opponiamo all’ideologia
del
Sionismo, un’innovazione recente, che cerca di forzare la fine
dell’esilio. La nostra esclusione dalla Terra Santa finirà miracolosamente
quando tutta l’umanità si unirà nel servizio fraterno al
Creatore.
Oltre alla condanna dell’eresia centrale del Sionismo, noi respingiamo
anche la politica di aggressione contro tutti i popoli. Oggi questa crudeltà
si manifesta in primo luogo nel trattamento brutale del popolo palestinese.
Noi proclamiamo che questa politica inumana è la violazione della
Torah.
Neturei Karta International cerca la pace e la riconciliazione con tutti
i
popoli e le nazioni. C’è un bisogno particolare di questo nelle
nostre
relazioni col mondo islamico dove il Sionismo per 53 anni ha provocato
tanta rovina alla comprensione tra Ebrei, Musulmani e Cristiani. Noi
accogliamo l’aiuto di tutti gli uomini di buona volontà e siamo
pronti ad aiutare tutti coloro i cui impegni coincidono con le nostre
proposizioni.
L’Ebraismo crede in un unico Dio che ha rivelato la Torah. Afferma la
Divina Provvidenza e, conformemente a questa, vede l’esilio degli Ebrei
come una punizione per il peccato. La redenzione può essere raggiunta
solamente attraverso la preghiera e l’espiazione. L’Ebraismo richiama
tutti gli Ebrei ad obbedire alla Torah nella sua interezza compreso il
comandamento di essere dei cittadini fedeli alla Patria dove si è
nati e ci si guadagna di che vivere.
Il Sionismo respinge il Creatore, la Sua Rivelazione, la ricompensa e
la
punizione. Tra i suoi frutti ci sono la persecuzione del popolo
palestinese e il danneggiamento fisico e spirituale del popolo ebraico.
Incoraggia una lealtà proditoria e duplice tra gli Ebrei fiduciosi,
privi di sospetto, in tutto il mondo. Alle sue radici il Sionismo vede
la realtà come arida, priva di interesse e desacralizzata. È
in antitesi con l’Ebraismo della Torah. È una menzogna vile, che
si diffonde a macchia d’olio tra il popolo ebraico nel mondo. È
una menzogna così nefanda, così lontana dalla verità,
che può guadagnare popolarità solo grazie alla complicità
di forze potenti nei principali mezzi di comunicazione e nelle istituzioni
culturali. È una menzogna che ha portato a molte persone innocenti
sofferenze indicibili e, se non controllata, ha il potenziale di creare
tragedie immani in futuro.
È la menzogna che dichiara che l’Ebraismo e il Sionismo sono identici.
Niente può essere più lontano dalla verità.
L’ebraismo è la fede nella rivelazione presso il Sinai. È
il credo che l’
esilio è una punizione per i peccati.
Il Sionismo ha negato per oltre un secolo la rivelazione del Sinai. Crede
che l’esilio degli Ebrei può avere termine solo con l’aggressione
militare.
Il Sionismo ha passato il secolo scorso privando strategicamente il popolo
palestinese dei propri beni. Ha ignorato le loro richieste e li ha
assoggettati con la persecuzione, la tortura e la morte.
Gli Ebrei della Torah in tutto il mondo sono scioccati e spaventati da
questo dogma di irreligiosità e crudeltà.
Migliaia di santi e studiosi della Torah hanno condannato questo movimento
dal suo concepimento. Loro sanno che buone relazioni esistevano prima
tra Ebrei, Cristiani e Musulmani nella Terra Santa.
Il cosiddetto "Stato di Israele" occupa le terre religiose,
ciò che
dovrebbero evitare secondo la Torah. La sua mostruosa mancanza di
significato data alle leggi del decoro basilare, la giustizia e l’equità
lascia sconvolti tutti gli uomini, Ebrei e non.
Noi di Neturei Karta siamo stati in prima fila nella battaglia contro
il
Sionismo per oltre un secolo. La nostra presenza qui è per rifiutare
la
menzogna fondamentale che il male, cioè il Sionismo, in qualche
modo
rappresenta il popolo ebraico. È vero il contrario. Noi siamo rattristati
giorno dopo giorno per il terribile tributo di morte che emana la Terra
Santa. Niente di tutto ciò sarebbe accaduto se il Sionismo non
avesse
liberato le sue energie negative in tutto il mondo.
In quanto Ebrei noi siamo chiamati a vivere in pace e in armonia con tutti
gli uomini. Siamo esortati a continuare rispettare la legge e ad essere
cittadini patriottici in tutte le terre. Noi condanniamo la atrocità
del
Sionismo di questi tempi nella Terra Santa. Noi desideriamo ardentemente
la pace basata sul rispetto reciproco. Siamo convinti che questo rispetto
reciproco proposto è destinato a fallire fino a quando esisterà
lo stato
israeliano. Noi accogliamo la sua abolizione in modo pacifico.
Noi potremo essere degni della vera redenzione quando tutti gli uomini
si
uniranno in fratellanza nell’ adorazione del Creatore.
Neturei Karta si oppone all’insediamento e all’esistenza del cosiddetto
"Stato di Israele"!
Neturei-Karta è il termine
aramaico che significa "Custodi della città".
Il nome Neturei-Karta trae le sue origini da un avvenimento in cui Rabbi
Yehudah Ha-Nassi (Rabbi Giuda, il Principe) mandò R. Hiyya e R.
Ashi in un
giro pastorale di ispezione. In una città chiesero di poter vedere
i
custodi della città e la guardia della città sfilò
in parata davanti a loro.
Dissero che queste non erano le guardie della città ma i suoi distruttori
e suggerirono ai cittadini di chiedere chi fossero, allora, coloro che
potessero essere considerati i guardiani.
I rabbini risposero: "Gli scribi ed i dotti", riferendosi a
Tehillim
(Salmi) Cap. 127. (Talmud Gerusalemme, Tractate Hagiga. 76c).
Il nome fu dato ad un gruppo di Ebrei Ortodossi di Gerusalemme che
rifiutavano (e ancora rifiutano) di riconoscere l’esistenza e l’autorità
del cosiddetto "Stato di Israele" e facevano (e ancora fanno)
una causa di
pubbliche manifestazioni la loro posizione, la posizione della Torah e
dell’Ebraismo autentico non corrotto.
Il gruppo fu fondato a Gerusalemme, in Palestina nel 1938, scindendosi
da Agudas Yisroel. Agudas Yisroel fu istituito 87 anni prima con lo scopo
di combattere il Sionismo. Gradualmente attirati dal lucro e dal prestigio
si sono venduti al "Vitello d’Oro" (vedi Esodo, XXXII) del Sionismo.
Quelli che volevano mantenere la propria fede e continuare a combattere
contro il Sionismo, si sono dissociati da Agudas Yisroel e hanno
costituito altre fazioni.
Negli anni, un gruppo di attivisti e seguaci di Neturei Karta si sono
insediati fuori della Palestina.
Alcune ragioni per cui questi individui hanno abbandonato il paese nel
quale loro e le loro famiglie erano vissuti per generazioni e generazioni
(avendo vissuto lì da molti anni prima dell’istituzione dell’illegittimo
cosiddetto "Stato di Israele") sono:
- Rifiuto ideologico di vivere sotto l’illegittimo eretico regime israeliano.
- Esilio da parte del governo sionista per la loro insistenza di rimanere
indipendenti dal regime illegittimo ed eretico.
- Impossibilità di vivere una normale vita familiare per le continue
vessazioni, dopo essere stati ripetutamente incarcerati e molte volte
anche fisicamente torturati dalla polizia e dagli agenti sionisti.
La dispersione venne alla luce per l’emergenza di vari insediamenti di
Neturei Karta nella scena estera internazionale. Questi insediamenti includono
sinagoghe, istituzioni culturali, case editrici e varie organizzazioni.
Gli insediamenti a New York comprendono tre sinagoghe a Brooklyn (Boro
Park e Williamsburg), tre organizzazioni tra le quali i Friends of Jerusalem
a NY, NY. Neturei Karta non è - come si dice spesso - una piccola
setta o un gruppo di estremisti di Ebrei "Ultra-Ortodossi".
I Neturei Karta non hanno aggiunto niente e non hanno eliminato niente
dalla legge scritta e orale della Torah, come è esplicitato nella
Halacha e nel Shulchan Aruch.
I Neturei Karta combattono i cambiamenti e le incursioni fatte dal
Sionismo politico durante i passati cento anni e dispari.
Guidati dai rabbini del nostro tempo e sotto l’ispirazione della leadership
del Reb Amram Blau, i Neturei Karta rifiutano di riconoscere il diritto
di
chiunque di istituire uno stato "ebraico" durante il presente
periodo di
esilio. Alcuni vorrebbero sconfiggere definitivamente i Neturei Karta
e
dimenticare le credenze della vera Torah. Hanno provato molte volte dicendo
che i Neturei Karta sono un gruppo minoritario e che comparato ad altri
gruppi ebraici i Neturei Karta non sono neanche un numero considerevole.
Il nome Neturei Karta è un nome che di solito viene dato alle persone
che
regolarmente pregano nelle sinagoghe Neturei Karta (Torah Ve’Yirah
Gerusalemme, Torah U’Tefillah Londra, Torah U’Tefillah NY, Beis Yehudi
Upstate NY, etc.), che studiano e mandano i bambini a istituzioni
culturali condotte da Neturei Karta, o che partecipano attivamente alle
attività, alle assemblee o manifestazioni organizzate dai Neturei
Karta. Sebbene sia vero che il numero delle famiglie che possono essere
considerate membri o attivisti dei Neturei Karta, di per sé è
relativamente ristretto (comunque molte migliaia), il numero di Ebrei
Ortodossi che credono nell’ideologia antisionista, per cui Neturei Karta
è conosciuta, è di centinaia di migliaia.
Neturei Karta si oppone al cosiddetto "Stato d’Israele" non
tanto e non
solo perché esso opera in modo secolare, ma perché l’intero
concetto di
stato ebraico sovrano è contrario alla legge ebraica.
Il Talmud, nel trattato Kesubos (p. IIIa), insegna che gli ebrei non devono
usare la forza umana per costituire un insediamento o uno stato ebraico
prima della venuta del Moshiach (Messia della Casa di David).
Inoltre il Talmud afferma che a noi non è permesso ribellarci contro
le
nazioni e che noi dovremmo rimanere leali cittadini e non dovremmo cercare
di lasciare l’esilio che ci ha mandato Dio, prima del tempo.
Gli Ebrei non possono dominare, uccidere, danneggiare o umiliare altri
popoli e non possono avere niente a che fare con l’impresa sionista, con
la loro ingerenza politica e con le loro guerre.
I Neturei Karta vietano ogni partecipazione al cosiddetto "Stato
d’Israele" o ogni suo ausiliare. I seguaci Neturei Karta non partecipano
alle elezioni "israeliane" e non accettano nessun aiuto da "Bituach
Le’Umi"
(Sicurezza Sociale), e le istituzioni culturali dei Neturei Karta respingono
ogni forma di aiuti finanziari dal cosiddetto "Va’ad HaYeshivos"
(equivalente al Dipartimento dell’Istruzione).
I Neturei Karta sentono il rimorso che lo stato sionista ha
usurpato il sacro nome di Israele e che i sionisti così spesso
fingono di
parlare in nome del popolo ebraico e si assumono il diritto di agire nel
nostro interesse.
Solo quei rabbini che non sono stati influenzati dal veleno del Sionismo
possono essere considerati leader spirituali degli Ebrei di oggi.
Il mondo deve sapere che i Sionisti hanno illegittimamente preso possesso
del nome Israele e non hanno diritto di parlare nel nome del popolo
ebraico!
(per completezza dell’informazione segnalo anche un sito di Neturei Karta
"apostati" divenuti islamici, che ne dice peste e corna.)
http://www.jewstoislam.com/Why%20Do%20Neturei%20Karta%20Behave%20Like%20Zion
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