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La comunicazione non verbale dei politici

Nei precedenti periodi storici i leader, i politici e i profeti esercitavano un’influenza nelle pubbliche assemblee con la parola. Il leader deve apparire bene e deve dare l’impressione di dire cose giuste. I leader religiosi assumono di frequente atteggiamenti molto intensi e teatrali , col risultato di essere considerati come dotati di sacralità, di un carattere «carismatico».

Leathers (1986) descrive in che modo ha addestrato Carter in funzione dei dibattiti televisivi con Ford . A dispetto della sua reputazione di essere incapace di camminare e masticare una chewing-gum contemporaneamente, Ford produsse un’immagine di sé molto più credibile durante il primo dibattito mediante:

un’ alta frequenza di sguardi;
gesti energici, come colpi dì karatè
braccia e piedi larghi in una postura di auto-affermazione
un modo di parlare a voce alta.

Carter, d’altro canto, esibì un gran numero di sguardi verso il basso e di evidenti cambi di direzione dello sguardo, un alto numero di battiti delle palpebre, gesti deboli e di automanipolazione , una postura più stretta e piuttosto passiva: inoltre parlò più in fretta, lasciando cadere la voce alla fine delle frasi, con numerose discontinuità durante il discorso.

Anche EsIme (1985) esaminò quei dibattiti e trovò che i soggetti a cui venivano mostrati spezzoni di videotape durante i quali un candidato era più efficace da un punto di vista non verbale (un minor numero di battiti delle palpebre, più scioltezza, meno oscillazioni del corpo e meno leccarsi le labbra) giudicavano più competente questo comportamento.

Héritage e Greatbatch (1986) analizzarono i discorsi politici inglesi e trovarono che l’applauso dopo sottolineature retoriche dipendeva dall’uso di enfasi non verbale, ottenuta specialmente con lo sguardo terminale diretto ai pubblico, l’aumento della sonorità, l’aumento del tono o delle variazioni della sonorità e il cambio del ritmo o dei gesti. Quando venivano utilizzati due o più di questi elementi c’era una probabilità di applauso superiore al 50%, quando solo uno la probabilità era del 25%, quando nessuno, del 5%.

Atkinson (1984) registrò numerosi discorsi politici inglesi e notò che l’applauso «spontaneo» era spesso provocato da alcuni accorgimenti retorici posti in sequenza di tre, accoppiandone due fra loro opposti, in entrambi i casi con l’appropriata enfasi e le dovute pause.

Gli artifici retorici di maggior successo sono i «paragoni », le liste suddivise in tre parti e i “titoli energici” (l’oratore annuncia una dichiarazione o una promessa e quindi la pronuncia). Durante i passaggi che ricevettero il maggior numero di applausi usa movimenti delle mani vigorosi, ad esempio “loro dicono” (gesto con la mano sinistra), ma «noi diciamo…» (gesto con la mano destra).

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