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Nell’ultimo intervento
si parlava di "parole", esaminando l’etimologia di alcune, interpretando
le parole come eventi di microstoria, capaci di illustrare la macrostoria.
Studiando le parole si possono infatti ottenere informazioni. Ho tentato
di ottenere un’interpretazione trasversale del Vangelo - io che sono un
laico - realizzando una statistica dei termini più usati in quello
di Marco, che è il più antico e il più breve. Trovate
la spiegazione di come si realizzano queste statistiche (che richiedono
di saper usare Word e Access) alla pagina: www.ilpalo.com/corso-web-marketing/corso1.htm
Intanto una curiosità. Ho cercato il testo integrale dei Vangeli
su internet, ma trovarlo è stato molto più difficile di
quel che supponevo. Non sta né sul sito del Vaticano, né
su quelli ufficiali delle varie chiese cattoliche, valdesi, o protestanti,
alla fine l’ho reperito su:
http://utenti.lycos.it/cristianesimo/Vangeli/
Ho eliminato le parole "con scarso significato" (non stop words)
tipo "il", "di", "con" ecc.. Quello che
resta è lo schema che vi allego sia sotto, sia come file allegato
in .rtf che permette di averle incolonnate in una tabella.
Parola più relativa
frequenza:
varie forme del verbo dire (diceva, dicendo, disse, ecc.) 222, Gesù
130, Figlio/ Figlia/ Figli 51, Dio 49, Uomo/ uomini 49, discepoli 47,
folla 39, casa 31, Giorni/ giorno 30, Giovanni 29, Rispose/ risposero
27, Sacerdote/ sacerdoti 24, Spirito/ spiriti 23, Pietro 22, scribi 22,
Parabola/ parabole 20, regno 20, contro 18, Fratello/ fratelli 18, mare
18, terra 18, Dodici 17, madre 17, padre 17, Signore 17, barca 16, parola
16, verità 16, cielo 15, Galilea 15, Giacomo 15, Morte/ morti 15,
farisei 14, Gerusalemme 14, nome 14, pani 14, Maestro 13, mano 13, tempio
13, re 12, sabato 12, sommi 12, demòni 11, mangiare 11, parlare
11, Pilato 11, Simone 11, piedi 10, cuore 9, Erode 9, monte 9, sinagoga
9, città 8, Guarigione 8, Maria 8, moglie 8, occhi 8, pane 8, peccati
8, potere 8, scritto 8, strada 8, vangelo 8, vita 8, cieco 7, Cristo 7,
croce 7, destra 7, donna 7, Elia 7, fede 7, fico 7, immondo 7, Mosè
7, sera 7, Battista 6, Davide 6, Giuda 6, mattino 6, misero 6, paralitico
6, paura 6, posseduto 6, risurrezione 6, santo 6, seme 6, sepolcro 6,
testimonianza 6, tradizione 6, vento 6, Voce 6, angeli 5, anziani 5, battesimo
5, Cafarnao 5, deserto 5, frutto 5, fuoco 5, gallo 5, gente 5, insegnare
5, lecito 5, mantello 5, orecchi 5, peccatori 5, riva 5, scacciare 5,
servo 5, spine 5, tempo 5, testa 5, timore 5, vesti 5, vignaioli 5, villaggi
5, vino 5,
Cosa se ne ricava?
Intanto che il Vangelo è un libro che racconta "parole".
Infatti le forme del verbo "dire" sono le forme verbali più
usate.
A chi parlava Gesù? Ai suoi seguaci (discepoli, Giovanni, Pietro,
Dodici, Giacomo, Simone) e più in generale alle masse (uomini,
folla, gente, villaggi), con frequenti termini che riguardano la pesca
(mare, barca, riva).
Parla di indemoniati (spiriti, demòni, immondo, posseduto, scacciare).
Si contrappone alla religione ufficiale (Dio, Sacerdote/ sacerdoti, scribi,
contro, farisei, Gerusalemme, Signore, tempio, sabato, sinagoga, Elia,
Mosè, Battista, Davide, Giuda, Elia, fede, santo, tradizione, angeli,
anziani).
Si rivolge a chi ha timori per la propria condotta morale (cuore, peccati,
potere, misero, paura, lecito, peccatori, timore); a chi pensa spesso
alla morte (morte/ morti, risurrezione, sepolcro). Usa termini semplici
nelle parabole, utilizza le parole di tutti i giorni (Figlio/ Figlia/
Figli, casa, Giorni/ giorno, Parabola/ parabole, Fratello/ fratelli, terra,
madre, padre, cielo, pani, mano, piedi, moglie, occhi, pane, strada, vita,
donna, fico, sera, mattino, seme, vento, deserto, frutto, fuoco, gallo,
mantello, mensa, orecchi, servo, spine, tempo, testa, vesti).
Il Vangelo parla meno di quanto ci si aspetti di miracolo (solo due volte),
preferisce "guarigione" (8 volte).
Più curioso è pensare a quali parole "manchino"
nel Vangelo o siano scarsamente usate. Ci sono infatti dei termini che
per il nostro insieme di concetti sarebbe plausibile aspettarsi e che
invece sono rari o del tutto assenti. In Marco non compare mai ’’inferno",
mai "paradiso", e soprattutto mai "Roma" o Romani".
Chiudo con un’etimologia di un termine. Secondo Marco (15, 28): "
con
lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra
"
Il termine ’’ladroni’’ ha una storia curiosa. Nella Palestina del 30 d.C.
c’era un fortissimo sentimento antiromano. Insurrezioni, sommosse, delitti
politici e attentati contro i legionari erano all’ordine del giorno. Così
come i nazisti chiamavano ’’banditi’’ i partigiani che li combattevano,
così i romani, in spregio verso gli indipendentisti ebrei, li definivano
’’ladroni’’.
Più in dettaglio, secondo quanto racconta lo storico laico Joel
Carmichael nel suo libro ’’La morte di Gesù’’, nelle ricostruzioni
della vita all’epoca di Cristo, non si da abbastanza risalto alle continue
lotte degli ebrei contro i Romani, considerati come invasori oppressori
e blasfemi. In Palestina non si parlava che di come scacciare gli oppressori,
le rivolte si succedevano l’una all’altra. Nei centocinquant’anni tra
l’80 avanti Cristo - quando i Romani occuparono la Palestina - e il 70
dopo la sua nascita, ci furono sessantadue rivolte ebraiche, alcune grandi,
altre minori, fino all’ultima del 66 che fu sanguinosissima. Di queste
ne erano nate in Galilea ben sessantuno. La zona da cui veniva Gesù
il Galileo, aveva fama di essere una regione di anarchici e ribelli. Bastava
parlare con un accento galileo per destare sospetti nei Romani. Mentre
l’oppressione romana cresceva, un intransigente dopo l’altro si presentava
come il Messia promesso da Yawè al suo popolo tormentato. Lo stesso
Barabba stava per essere crocefisso per aver ucciso qualcuno durante una
sommossa.
Il periodo in cui nacque Gesù, segna anche la nascita del partito
degli Zeloti - cioè gli ’’zelanti’’ verso la Legge di Yawè
- integralisti che invitavano alla lotta armata per l’indipendenza dagli
stranieri atei e oppressori. Gli Zeloti organizzavano continue sommosse.
I Romani disprezzavano tanto gli zeloti che li chiamavano, appunto: ’’ladroni’’.
Non solo: Gesù aveva zeloti tra i suoi apostoli. Il Vangelo dice
che uno dei Dodici Apostoli era chiamato ’’Simone lo zelota’’.
Del resto alcuni apostoli giravano armati. Questo forse giunge nuovo,
eppure nei Vangeli abbiamo testimonianze dirette di armi realmente portate
dai seguaci di Gesù.
A proposito del suo arresto si dice: ’’Ma uno dei presenti, sguainata
la spada, colpì il servo del capo del sacerdote’’ (venuto a catturare
Gesù), ’’e gli portò via l’orecchio. E Gesù, rispondendo,
disse loro: ’’Siete venuti come contro un ladro con spade e bastoni a
catturarmi.’’ .’’
Ho fatto la stessa analisi dei termini più frequenti in un classico
fra i libri di Storia: "Il de bello gallico" di Giulio Cesare.
Ve ne parlerò col prossimo invio.
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