MOTORI di RICERCA
POSIZIONAMENTO su GOOGLE
Perché il POSIZIONAMENTO
REGISTRAZIONE sui MOTORI
di RICERCA
TECNICHE di INDICIZZAZIONE
COSTI di INSERIMENTO su GOOGLE
CONSULENZE PRIMI su GOOGLE
CORSO PRIMO
su GOOGLE
CORSO di
SCRITTURA
CORSO PHOTOSHOP
GIOCA con l’ARTE
LIBRI
INTERESSANTI
CERVELLO, MENTE e COSCIENZA
STORIA e
MICRO-STORIA
COMUNICAZIONE
DOCENTE di
COMUNICAZIONE
SCARICARE NARRATIVA
PUBBLICITA’
EFFICACE
REALIZZAZIONE
SITI WEB
RITOCCHI FOTOGRAFICI
STAFF
MAPPA
del SITO
LINK
CONTATTI

La sinistra tedesca nel 1933

Nel periodo in cui Hitler prese il potere, che faceva la sinistra tedesca?
Ho trovato notizie interessanti nel libro di W. Allen, "Come si diventa nazisti", Einaudi, Racconta la storia di un piccolo paese, con 20.000 abitanti e ne segue le vicende negli anni tra le due guerre mondiali. È un esempio ben riuscito di come cercare di capire il "grande" dal "piccolo", le sorti di un intero pase da ciò che avviene - la microstoria - in una sua piccola frazione.
Uno dei problemi è che, da parte della sinistra - per ragioni oggettive, anche se non meno dolorose vista la sofisticata manovra nazista di presa del potere - non arrivò mai l’ordine di insurrezione.
Non ci fu un colpo di Stato nazista - una cosa a base di armi e insurrezione come Hitler aveva tentato 10 anni prima nel 1923 - ma ci fu, invece, da parte dei nazisti una serie di azioni quasi legali, lungo un periodo di almeno sei mesi, nessuna delle quali costituì di per se stessa una rivoluzione, ma il complesso delle quali trasformò la Germania da una repubblica in una dittatura.
In breve la splendida organizzazione della sinistra tedesca - milioni di voti e di iscritti e un "servizio d’ordine" abbastanza efficace - non servi a niente; ogni uomo, nel corso degli eventi, dovette pensare a se stesso.
Il "servizio d’ordine" dei socialdemocratici tedeschi si chiamava "Reichsbanner". Quello di Thalburg era, nel 1933, pronto alla lotta: tutto quello che gli serviva erano ordini da Berlino. Se fossero stati dati, i membri del Reichsbanner di Thalburg avrebbero eseguito il piano già sperimentato, su cui avevano lavorato tanto a lungo: ottenere e distribuire armi e schiacciare i nazisti.
Ma il Reichsbanner di Thalburg non volle agire da solo: i dirigenti pensavano che azioni singole avrebbero provocato guai, compromesso forse l’esito dell’azione quando la possibilità se ne fosse infine presentata e avrebbero costituito in ogni modo una mancanza grave di disciplina; pensavano che l’unica speranza risiedesse in un’azione comune, tutti insieme, in tutto il Reich. Non aveva forse detto il precedente governatore socialista di Hannover, Gustav Noske, che si doveva sferrare un contrattacco solo?
Così attesero, e pregarono che l’ordine fosse dato; ma non venne. E mentre essi aspettavano, i nazisti cominciarono a dar loro la caccia, ad uno ad uno. Infine fu evidente che l’ordine non sarebbe arrivato mai e i capi locali diffusero l’ordine che il Reichsbanner doveva essere sciolto: "Noi dicemmo loro che ognuno doveva seguire ormai la sua propria coscienza. Se avessimo potuto mantenere in piedi l’organizzazione, avremmo avuto ancora la responsabilità dei suoi membri. Ma dal momento che non avevamo più la forza di proteggerli, non potevamo più chiedere loro di rimanere fedeli."

Tuttavia la maggioranza dei vecchi membri del Reichsbanner rimase fedele ai suoi ideali: forse dieci su quattrocento passarono alle SA. Karl Hengst uno di loro, lo conferma. Egli stesso fu poco incoraggiante con i membri del Reichsbanner, che andarono a chiedergli consiglio. "Iscriviti al partito, - rispondeva di solito. - Pensa alla tua famiglia. Non c’è niente da guadagnare con atti di eroismo."
Questa situazione, in cui persino l’eroismo era negato agli uomini della sinistra democratica, fu provocata in non piccola misura dall’incapacità dei socialdemocratici di capire la natura del nazismo. Come la loro premessa fondamentale, negli anni anteriori all’ascesa di Hitler al potere, era stata l’erronea supposizione che i nazisti fossero dei putschisti, che non potevano assolutamente crearsi un seguito di massa, così la loro premessa fondamentale, dopo l’ascesa di Hitler, fu la supposizione altrettanto erronea che il suo sarebbe stato un governo simile agli altri nel periodo di Weimar. [W. Allen, "Come si diventa nazisti", Einaudi, p. 180]

Nell’estate del 1933, dopo essere stato senza lavoro per parecchi mesi, Leidler uno degli ex del "servizio d’ordine", fu assunto nella cava di pietre vicino a Thalburg grazie all’intervento di Walter Eckstein (che aveva un tempo corteggiato sua cugina) e in cambio della promessa di rinunciare all’attività politica. Trovò Iì a lavorare molti funzionari della SPD di Thalburg; ogni mattina erano costretti a salutare la svastica quando veniva innalzata. Il lavoro consisteva nel rompere pietre con un grosso martello da fabbro e la paga era di 20 marchi alla settimana; il che, Leidler diceva, era come nel vecchio proverbio: "troppo per morire e troppo poco per vivere". In realtà, era meno del sussidio di disoccupazione.
Per Leidler, che aveva lavorato come riparatore di binari, il lavoro era tollerabile; ma per alcuni era abbrutente. Il cugino di Leidler che, prima dell’eputazione fra gli impiegati comunali lavorava in un ufficio della città, mori in conseguenza dell’esposizione alle intemperie. Alla fine nel ’33 Leidler trovò un lavoro migliore nella squadra addetta alla costruzione dell’autostrada. Intanto le perquisizioni erano continuate. Un commissario della Gestapo ne fece almeno sette a casa di Leidler e non furono le sole. "La cosa peggiore era sentire i colpi alla porta e domandarsi cosa sarebbe successo questa volta".
Veniva controllato anche in altro modo. Nell’inverno del 1933-34, uno sconosciuto bussò alla porta di Leidller e chiese di lui chiamandolo per nome. Leidler lo fece entrare: pioveva e l’uomo era bagnato. Gli mostrò una tessera del Reichsbanner e gli disse di esser fuggito dalle mani della Gestapo. Raccontò che nella Ruhr il Reichsbanner si era sollevato e stava combattendo contro i nazisti. Leidler aveva armi? Poteva indicare qualche membro fedele del Reichsbanner nella zona? Leidler rispose di no a ogni domanda e aggiunse: "Ne ho abbastanza. Tutto quel che posso fare è di sistemarvi per la notte e darvi da mangiare, cosa che farei per qualsiasi essere umano in una notte come questa".
La mattina, dopo colazione, l’uomo s’avviò verso la porta e prima di uscire girò il risvolto della giacca e mostrò a Leidler il distintivo delle SS. Poi se ne andò senza dir parola". [W. Allen, "Come si diventa nazisti", Einaudi, p. 188]

Indice di cartine storiche suddivise per zona geografica e per anno
Indice dei messaggi inviati alla mailing list nuova-storia
Indice delle pagine sulla storia

Pagina con l’indice di altro materiale sulla storia

-----------------------------

Per iscriversi alla mailing:  nuova-storia-subscribe@yahoogroups.com
Per cancellarsi automaticamente dall’indirizzario:nuova-storia-unsubscribe@yahoogroups.com .
Qui potete trovare una serie di materiali scansionati da libri di storia: INDICE DEL MATERIALE.

Casella di iscrizione a micro-storia

Iscriviti a micro-storia
gestito da it.groups.yahoo.com

 

Google
 
Web www.ilpalo.com