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Socrate e il concetto di Morte

Questo è un messaggio – come dire… - “a reti unificate”, nel senso che lo invio a tutte e 4 le mie mailing list. Scusate se, per le liste umoristiche e di satira, questo è uno spedire “fuori dal seminato”, e la morte di Socrate non è satira né barzelletta, in questo senso è un’eccezione rispetto ai temi della lista.

Questo è invece un breve riepilogo degli effetti dei “libri regalati e modificabili in Word”.

Mi han chiesto i volumi una quarantina di persone. Il più richiesto – ed è stata una sorpresa – è “Le confessioni” di Sant’Agostino. Seconda classificata è Platone “Apologia di Socrate”. Vi giro le risposte più interessanti – che troverete in coda a questo messaggio - e un brano del libro di Platone. Mi sono permesso di modificare solo una parte del testo. Sono intervenuto quando indica nomi propri di persone che magari oggi non hanno lo stesso effetto, in quanto notorietà, di quel che avveniva nell’uditorio di Socrate. Ecco allora che ho sostituito a nomi come: “…Minosse, Radamante, Eaco, Trittolemo e quanti, tra i semidei, furono giusti nella loro vita…”, nomi più attuali, come Ghandi, ecc..

Il testo originale lo trovate allegato, tanto pesa pochissimo, 25 k, l’equivalente di mezza vignetta in .jpg.

Ecco il testo, che è il penultimo capitolo del libro (Socrate ha appena saputo che è stato condannato a morte):

«Però, vorrei dire volentieri, ora, due parole su quanto è accaduto, a quelli che mi hanno assolto, approfittando del fatto che i magistrati hanno il loro da fare e che ancora non mi portano via verso il luogo del supplizio. Finché è possibile, dunque, fermatevi un po’, voi, perché nulla ci impedisce di conversare un poco tra noi.

            Io voglio dirvi, dato che mi siete amici, che cosa significhi per me quello che m’è ora accaduto... può darsi che quanto m’è accaduto sia un bene, e che non è possibile che noi siamo nel vero quando pensiamo che la morte è un male. Io ne ho avuta chiara dimostrazione perché è impossibile che l’avvertimento consueto non si sarebbe espresso qualora ciò che si stava compiendo non fosse stato un bene per me.

XXXII

            Ma facciamo anche un’altra considerazione da cui io traggo molta speranza che tutto questo sia un bene.  La morte, infatti, o è assenza totale di sensazioni, e quindi è il nulla o, come si dice, è un passaggio, un mutar di dimora dell’anima da un luogo a un altro.  Se la morte è assenza totale di sensazioni, come se si dormisse un sonno senza sogni, oh, essa sarebbe un guadagno meraviglioso.

            Proviamo, infatti, a pensare a una notte in cui abbiamo dormito senza far sogni e confrontiamola, poi, con tutte le altre notti e gli altri giorni della vita; se dovessimo dire, dopo aver riflettuto attentamente, quanti sono stati i giorni e le notti in cui meglio abbiamo vissuto, rispetto a quella, oh, io credo che non solo l’uomo qualunque, ma anche il re dei re, ne avrebbe molto poche da contare.

            Se tale è la morte, io la considero un gran guadagno perché tutto il tempo infinito non sarà che una sola, lunghissima notte. Se, poi, invece, la morte è come un viaggio da questo luogo a un altro e ciò che si dice è vero, cioè che nell’al di là si radunano tutti quelli che sono morti, vi potrebbe essere, allora, o giudici, un bene più grande?

Si giunge - pensate - nell’al di là, liberi alfine da costoro che si fingono giudici e si trovano quelli veri, coloro che laggiù, si dice, amministrano veramente la giustizia, Ghandi, Primo Levi, Maria Teresa di Calcutta, Budda - io stesso: Socrate - e quanti, tra i semidei, furono giusti nella loro vita. Che, forse, questo viaggio sarebbe poco bello?

E chi di voi non pagherebbe chissà che cosa pur di trovarsi con Kafka, Mozart, Leonardo, Einstein ed Omero?

Ah, io, personalmente, vorrei morire mille volte se questo fosse vero.

            E che luogo meraviglioso sarebbe per me se laggiù potessi incontrarmi con Ghandi o Gesù – con me stesso Socrate - o con qualche altro antico, anch’egli ingiustamente ucciso; penso che non sarebbe affatto spiacevole paragonare la sorte che m’è toccata alla loro. E sarebbe un gran piacere trascorrere il tempo esaminando e interrogando quelli di là, come facevo qui, con i vivi, per conoscere chi di loro è sapiente e chi crede, invece, di esserlo soltanto e non è.

     E cosa pagherebbe, poi, o giudici, uno che potesse interrogare colui che guidò  grandi eserciti – come Napoleone - e infiniti altri, uomini e donne, che si potrebbero elencare? Conversare, indugiarsi con loro, interrogarli, sarebbe una felicità immensa. E, oltretutto, costoro non mettono mica a morte nessuno per questi motivi e sono, tra l’altro, di gran lunga più felici di noi perché, per giunta, immortali, se quel che si dice è vero…»

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Ecco poi alcuni dei contributi/risposte interessanti che mi sono arrivati:

Stefano Caldiron ci segnala il suo sito, www.parolelibere.it, dove c’è anche la versione e-book gratuita del suo primo libro.

Marco Barlotti di http://marcobar.outducks.org/OpereLetterarie scrive: “Mi sembra che valga la pena di segnalare a tutti il sito http://www.liberliber.it/biblioteca/index.htm

dove sono disponibili tantissimi capolavori letterari del passato, senza problemi di copyright.”

Francesca della Ratta – Rinaldi, del Dip. Studi Geoeconomici Linguistici Statistici e Storici per l’Analisi Regionale Facoltà di Economia - Università di Roma "La Sapienza", scrive:

Mi incuriosisce molto la proposta che fai di ottenere le occorrenze delle parole con il comando cerca e sostituisci di word... in realtà come sicuramente saprai si possono fare moltissime altre cose...Ti suggerisco di scaricarti il file lexico3 che, anche se in
modo un pochino più laborioso, ti consente di fare moltissime cose. Lexico3 sembra che sia solo a pagamento, ma se clikki su setupeval qualcosa, lui ti fa scaricare il programma. ci dovrebbero essere anche le istruzioni, in inglese e in francese. Se hai problemi da questo indirizzo, usa il link presente sul sito di taltac (www.taltac.it) http://www.cavi.univ-paris3.fr/ilpga/syled/index.htm
Un altro programma molto utile per l’analisi testuale è taltac (www.taltac.it) però è a pagamento. Si può scaricare la guida (a cui io ho collaborato) per avere un’idea di cosa si può fare. Per una breve introduzione all’analisi testuale mi permetto di mandarti un mio saggio introduttivo, spero che possa interessarti
(trovate il saggio in: http://www.ilpalo.com/parodie

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