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Capitolo 3
La religione degli alberi

Il gruppo tornò alla radura e riprese a bere e a far baldoria. La festa continuava.
Fu portato in processione un capro. Il Grande Maestro mise sul collo dell’animale una corona di fiori, mentre tutti gli offrivano erba da mangiare. Io approfittai della confusione per trarre in disparte Bibrax e fargli le domande che rimuginavo da tempo.
"Maestro, adesso me mi puoi dire: chi sono i Druidi?"
"Chi sono i Druidi?" Fece lui ironico e sfottente. "Chiedilo al nostro Capo, lui ti spiegherà le cose meglio di come posso fare io."
Bibrax mi accompagnò dal Maestro che, informato della mia curiosità, mi chiese:
"Dimmi: cos’è che vuoi sapere?"
"Quali Dei adorano i Druidi?"
"Gli Alberi ad esempio. Come si fa a non adorare gli Alberi?
Tu forse non ami le Gemme, le Foglie, i Frutti delle piante?"
"Certo."
"Ebbene sappi che da oggi sei in Società con gente che, come te, adora gli Esseri che vivono nei boschi."
La risposta sembrava sfuggente per cui volli precisare:
"Oltre agli alberi," insistetti ancora, "che altro adorate?"
"Praticamente tutto, perché la nostra religione è antichissima. Noi siamo il più antico culto del mondo e secondo noi la Divinità si incarna in ogni cosa: nella Pianta, nella Pietra, nell’Animale, nell’Uomo, nel Nulla, in Tutte e in nessuna di questa cinque Forme. Ovunque e in ogni Essere prende corpo il Dio che noi adoriamo.
La nostra Società accetta le Divinità di tutti, e per conseguenza, tutti gli Dei.

Il cielo è comune a tutti, l’identico universo ci circonda." Mi spiegava il Signore dei Druidi. "Non si può approdare ad un mistero così grande attraverso una strada sola. Ogni saggio segue un rito lievemente diverso dai suoi colleghi, ognuno fa scuola a parte. Nessun druido usa lo stesso incantesimo del vicino, eppure ogni incantesimo fatto da un grande druido è terribilmente efficace, quindi il suo Dio è altamente venerabile."
"La gente ascolta i Druidi perché praticano la magia?"
"Anche. La nostra è una religione che offre una forza concreta, qui e subito, che fornisce una speranza ora e sulla terra, di guarire, di vivere meglio, di essere con Dio e in Dio.
I Druidi sono la massima autorità della Magia nel mondo.
Noi danziamo e banchettiamo a feste in cui non manca nulla, benediciamo le case ospitali, amiamo l’allegria, studiamo e imitiamo la natura."
"Se amate l’allegria, perché mi avete gettato nella caverna?"
"Tu hai subito la cerimonia della Danza e poi il Rito della Grotta.
Sei stato masticato dai fedeli e poi inghiottito dalla Terra. Hai percorso la Via dentro la Materia, hai conosciuto la dissoluzione e la resurrezione ed ora sei un uomo diverso.
Il terribile ti è già accaduto, adesso, solo adesso, sei pronto per una nuova vita."

Finita la festa, tornati alla capanna di Bibrax, io continuavo la mia istruzione.
Chiedevo continuamente a Bibrax informazioni e conferme sulle cose che mi faceva studiare a memoria. Avevo imparato, per fare un esempio, diciotto formule per allontanare i ragni dai muri di casa, ed ognuna era diversa dalle altre.
"Non ci trovo nulla di strano." Mi diceva Bibrax, che sembrava non condividere le mie perplessità. "Anzi sono sicuro che queste diciotto formule funzionano tutte perfettamente, benché qualsiasi altro druido - su questo specifico problema - probabilmente ne conosca un’altra dozzina niente male. Certo, vanno recitate ognuna con la stessa intensità, o anche - avendone diciotto - sarebbe opportuno recitarle tutte, una dopo l’altra."
"Io non posso imparare mille versi solo per sapere come si cavano i ragni da un buco; io devo scegliere la preghiera migliore, riassumere, selezionare."
"E magari riassumendo," ribatteva Bibrax, "dimentichi una parola, cosi le formule non funzionano più, perché la parola assente rende inutili tutte quelle che vengono dopo."
"Cosa vuoi che conti una parola?"
"Ah! Una parola!
Uomini sono stati giustiziati per una parola che non dovevano dire, regni interi passano di mano quando si scrivono parole sui trattati di pace, e tu credi che nell’affrontare la Divinità - nel chiedere il Suo aiuto recitando una formula - si possa impunemente saltare una parola?!
Cosa credi che faccia Dio tutto il santo giorno? Credi forse che non sia anche lì, accanto a te e al ragno, mentre reciti le formule?
Quello che conta è comunicare con la Divinità, le tue sono solo le scuse tipiche di un giovane apprendista."

Capitolo 4

Torix il druido
un romanzo storico sulla conquista della Gallia

Indice dei capitoli

L’antica sapienza dei druidi
La festa dei druidi
La religione degli alberi
Schiavo dei Romani
Il Genio militare
Il ponte del cambiamento
Le lumache. Come i Romani vincono un assedio
Gli uomini di Giulio Cesare. I comandanti romani in Gallia
Giulio Cesare e l’assedio di Alesia
Le fortificazioni e l’assedio di Alesia
Alesia: La battaglia finale. Sconfitta di Vergingetorige
La guerra civile tra Giulio Cesare e Pompeo
La corona da "re di Roma" per Giulio Cesare
L’architetto del Foro romano
Ora sono un vecchio architetto originario della Gallia
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Piccolo glossario di Storia romana
Piccolo questionario di Storia romana
La storia della guerra civile tra Cesare e Pompeo
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