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Il gruppo tornò alla
radura e riprese a bere e a far baldoria. La festa continuava.
Fu portato in processione un capro. Il Grande Maestro mise sul collo dell’animale
una corona di fiori, mentre tutti gli offrivano erba da mangiare. Io approfittai
della confusione per trarre in disparte Bibrax e fargli le domande che
rimuginavo da tempo.
"Maestro, adesso me mi puoi dire: chi sono i Druidi?"
"Chi sono i Druidi?" Fece lui ironico e sfottente. "Chiedilo
al nostro Capo, lui ti spiegherà le cose meglio di come posso fare
io."
Bibrax mi accompagnò dal Maestro che, informato della mia curiosità,
mi chiese:
"Dimmi: cos’è che vuoi sapere?"
"Quali Dei adorano i Druidi?"
"Gli Alberi ad esempio. Come si fa a non adorare gli Alberi?
Tu forse non ami le Gemme, le Foglie, i Frutti delle piante?"
"Certo."
"Ebbene sappi che da oggi sei in Società con gente che, come
te, adora gli Esseri che vivono nei boschi."
La risposta sembrava sfuggente per cui volli precisare:
"Oltre agli alberi," insistetti ancora, "che altro adorate?"
"Praticamente tutto, perché la nostra religione è antichissima.
Noi siamo il più antico culto del mondo e secondo noi la Divinità
si incarna in ogni cosa: nella Pianta, nella Pietra, nell’Animale, nell’Uomo,
nel Nulla, in Tutte e in nessuna di questa cinque Forme. Ovunque e in
ogni Essere prende corpo il Dio che noi adoriamo.
La nostra Società accetta le Divinità di tutti, e per conseguenza,
tutti gli Dei.
Il cielo è comune a tutti, l’identico universo ci circonda."
Mi spiegava il Signore dei Druidi. "Non si può approdare ad
un mistero così grande attraverso una strada sola. Ogni saggio
segue un rito lievemente diverso dai suoi colleghi, ognuno fa scuola a
parte. Nessun druido usa lo stesso incantesimo del vicino, eppure ogni
incantesimo fatto da un grande druido è terribilmente efficace,
quindi il suo Dio è altamente venerabile."
"La gente ascolta i Druidi perché praticano la magia?"
"Anche. La nostra è una religione che offre una forza concreta,
qui e subito, che fornisce una speranza ora e sulla terra, di guarire,
di vivere meglio, di essere con Dio e in Dio.
I Druidi sono la massima autorità della Magia nel mondo.
Noi danziamo e banchettiamo a feste in cui non manca nulla, benediciamo
le case ospitali, amiamo l’allegria, studiamo e imitiamo la natura."
"Se amate l’allegria, perché mi avete gettato nella caverna?"
"Tu hai subito la cerimonia della Danza e poi il Rito della Grotta.
Sei stato masticato dai fedeli e poi inghiottito dalla Terra. Hai percorso
la Via dentro la Materia, hai conosciuto la dissoluzione e la resurrezione
ed ora sei un uomo diverso.
Il terribile ti è già accaduto, adesso, solo adesso, sei
pronto per una nuova vita."
Finita la festa, tornati alla
capanna di Bibrax, io continuavo la mia istruzione.
Chiedevo continuamente a Bibrax informazioni e conferme sulle cose che
mi faceva studiare a memoria. Avevo imparato, per fare un esempio, diciotto
formule per allontanare i ragni dai muri di casa, ed ognuna era diversa
dalle altre.
"Non ci trovo nulla di strano." Mi diceva Bibrax, che sembrava
non condividere le mie perplessità. "Anzi sono sicuro che
queste diciotto formule funzionano tutte perfettamente, benché
qualsiasi altro druido - su questo specifico problema - probabilmente
ne conosca un’altra dozzina niente male. Certo, vanno recitate ognuna
con la stessa intensità, o anche - avendone diciotto - sarebbe
opportuno recitarle tutte, una dopo l’altra."
"Io non posso imparare mille versi solo per sapere come si cavano
i ragni da un buco; io devo scegliere la preghiera migliore, riassumere,
selezionare."
"E magari riassumendo," ribatteva Bibrax, "dimentichi una
parola, cosi le formule non funzionano più, perché la parola
assente rende inutili tutte quelle che vengono dopo."
"Cosa vuoi che conti una parola?"
"Ah! Una parola!
Uomini sono stati giustiziati per una parola che non dovevano dire, regni
interi passano di mano quando si scrivono parole sui trattati di pace,
e tu credi che nell’affrontare la Divinità - nel chiedere il Suo
aiuto recitando una formula - si possa impunemente saltare una parola?!
Cosa credi che faccia Dio tutto il santo giorno? Credi forse che non sia
anche lì, accanto a te e al ragno, mentre reciti le formule?
Quello che conta è comunicare con la Divinità, le tue sono
solo le scuse tipiche di un giovane apprendista."
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