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Capitolo
4
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Schiavo
dei Romani
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Insomma stavo per diventare
anch’io un druido, benché ci sarebbero voluti ancora molti anni,
prima di arrivare a considerarmi un vero sapiente. I popoli del Belgio sono all’estremo
Nord, isolati da grandi foreste e fiumi profondi, e sono i più
valorosi tra le genti della Gallia. Si ubriacano di meno degli altri Galli
perché i mercanti, con i quali hanno scarsi contatti, portano a
loro ben poco vino, una sostanza che tende a indebolire gli animi. Inoltre
i Belgi confinano con i Germani che vivono sull’altro lato del fiume Reno,
e con essi sono continuamente in guerra; è un allenamento al combattimento
che li rende esperti in battaglia. E così un giorno della
gente in fuga porta l’informazione che tutti temono: le legioni di Roma
si stanno avvicinando alla Gallia belgica. Che terribile notizia! Mio
padre! Non l’avrei rivisto più! Maeve ed io teniamo un consiglio
di famiglia, mentre Bibrax si mette a nostra disposizione per qualunque
cosa ci potesse essere utile. Faccio appena in tempo a raggiungere il mio popolo. Infatti Cesare, giungendo a marce forzate, con le sue legioni ognuna composta da 6.000 soldati, assedia la capitale della tribù dei Suessioni - un popolo nostro vicino - prima ancora che i Belgi possano riaversi dal terrore e dallo scompiglio. Il generale di Roma prepara in poco tempo ciò che gli serve per assediare la roccaforte, e manda avanti le torri mobili e le catapulte. I Suessioni, vedendo che i Romani accostano le macchine da guerra, si arrendono, impressionati sia dalla rapidità dei Romani sia dall’imponenza delle opere costruite dal Genio militare, il gruppo di soldati specializzati nel costruire ponti, fortificazioni e accampamenti. I Suessioni ottengono salva la vita, mentre i Romani con un’avanzata veloce e spietata, sconfiggono anche il popolo dei Nervi il più forte e numeroso tra tutti i Belgi. Noi della tribù degli
Atuatuci, che stavamo accorrendo in aiuto dei Nervi, non appena sappiamo
l’esito dello scontro, rientriamo nella nostra regione. I nostri druidi avevano fatto una magra figura. La loro scienza magica non ci aveva salvato dai nemici. Gli scongiuri e le maledizioni dei nostri sapienti, non avevano fermato picconi e spade dei soldati di Cesare. I Romani, capaci di muovere tanto rapidamente un marchingegno così alto, una torre così pesante, mostravano di essere loro i preferiti dagli Dei. Alla nostra richieste di arrenderci
Cesare risponde: Verso sera Cesare ordina che
i soldati romani lascino la città e rientrino nell’accampamento.
I capi degli Atuatuci avevano architettato un piano, pensando che i Romani,
dopo la resa, avrebbero tolto le sentinelle o, almeno, avrebbero diminuito
la sorveglianza. Perciò, con le armi che ci eravamo tenute nascoste,
la notte tentiamo un’uscita improvvisa, puntando contro le fortificazioni
romane. Rapidamente Cesare fa fare segnalazioni coi fuochi e dai fortini
più vicini accorrono i legionari. |
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Torix
il druido
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un
romanzo storico sulla conquista della Gallia
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Indice dei capitoli |
| Lantica sapienza dei druidi |
| La festa dei druidi |
| La religione degli alberi |
| Schiavo dei Romani |
| Il Genio militare |
| Il ponte del cambiamento |
| Le lumache. Come i Romani vincono un assedio |
| Gli uomini di Giulio Cesare. I comandanti romani in Gallia |
| Giulio Cesare e l’assedio di Alesia |
| Le fortificazioni e l’assedio di Alesia |
| Alesia: La battaglia finale. Sconfitta di Vergingetorige |
| La guerra civile tra Giulio Cesare e Pompeo |
| La corona da "re di Roma" per Giulio Cesare |
| L’architetto del Foro romano |
| Ora sono un vecchio architetto originario della Gallia |
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| Piccolo glossario di Storia romana |
| Piccolo questionario di Storia romana |
| La storia della guerra civile tra Cesare e Pompeo |
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