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Capitolo
9
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Giulio Cesare e l’assedio di Alesia
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Ma ad un tratto gli eventi
precipitano. La guerra in Gallia, che sembrava sul punto di finire già
anni prima, riprende invece vigore. Stanno arrivando tempi bui e dolorosi.
I vari popoli della Gallia si erano riuniti sotto un giovane capo, Vercingetorige, e le cose per i Romani si stanno mettendo male. Ormai erano in rivolta perfino alcune tribù che erano sempre state alleate di Cesare. Il generale per rinforzare la sua cavalleria aveva arruolato dei Germani, provenienti proprio da quei popoli che lui stesso aveva respinto e sconfitto anni prima. Alla fine si arriva ad una
battaglia importante anche se non ancora decisiva: l’esercito romano esce
vittorioso dallo scontro e costringe Vercingetorige a rifugiarsi in una
roccaforte al centro della Gallia. Nella massima fretta duecentoquarantamila guerrieri ed ottomila cavalieri, da tutta la Gallia si dirigono pieni di ardore e di fiducia verso Alesia. Nessuno potrà resistere contro questo doppio esercito, tanto meno in uno scontro su due fronti, quando i Romani, mentre combattono gli assediati della città, avrebbero scorto alle loro spalle un numero di guerrieri così imponente. Ma il tempo stringe: l’assedio ha ridotto Alesia alla fame. Quando Cesare viene a sapere il piano di battaglia dei Galli, prepara il più grande assedio che la storia militare romana ricordi. Il generale romano ordina di costruire, dietro alle prime trincee rivolte verso la città, una seconda e robusta opera di fortificazione per la difesa dall’esterno, al riparo della quale il suo esercito potrà resistere al nuovo duplice formidabile attacco. Per noi genieri arriva il periodo
dei grandi lavori: è necessario costruire una palizzata per assediare
Alesia e una seconda - altrettanto resistente - per fermare l’esercito
dei rinforzi Galli. Tutti lavorano fino allo stremo: sta arrivando lo
scontro decisivo. Ma noi del Genio stavamo lavorando
duro, costruendo fossati e palizzate che avrebbero protetto i legionari.
Inoltre si stavano costruendo ben ventitré fortini ad intervalli
regolari lungo l’anello: di giorno vi avrebbe alloggiato un gruppo di
soldati per prevenire attacchi improvvisi, di notte avrebbero ospitato
delle sentinelle. Soldati e genieri lavorano con un impegno incessante. Nessuno sta con le mani in mano; chi si trova momentaneamente senza un compito preciso, si mette a fabbricare frecce, ognuno si da fare in tutti i modi immaginabili. Il progetto del Comandante del Genio prende lentamente corpo, modificando col suo attuarsi l’ambiente circostante. |
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Torix
il druido
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un
romanzo storico sulla conquista della Gallia
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Indice dei capitoli |
| Lantica sapienza dei druidi |
| La festa dei druidi |
| La religione degli alberi |
| Schiavo dei Romani |
| Il Genio militare |
| Il ponte del cambiamento |
| Le lumache. Come i Romani vincono un assedio |
| Gli uomini di Giulio Cesare. I comandanti romani in Gallia |
| Giulio Cesare e l’assedio di Alesia |
| Le fortificazioni e l’assedio di Alesia |
| Alesia: La battaglia finale. Sconfitta di Vergingetorige |
| La guerra civile tra Giulio Cesare e Pompeo |
| La corona da "re di Roma" per Giulio Cesare |
| L’architetto del Foro romano |
| Ora sono un vecchio architetto originario della Gallia |
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- - - - - - - - - - - - - - Contributi didattici - - - - - - - - - - -
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| Piccolo glossario di Storia romana |
| Piccolo questionario di Storia romana |
| La storia della guerra civile tra Cesare e Pompeo |
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