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Differenze
individuali Il senso dell’umorismo è parte integrante della personalità, che varia da individuo a individuo, ma che può anche essere diversificata delineando una classificazione tipologica, a seconda di alcune caratteristiche dominanti. E in questa chiave si possono individuare sensi diversi dell’umorismo legati a diverse fisionomie di personalità. C’è una utile griglia che consente di schematizzare il rapporto tra tipo di personalità e senso dell’umorismo. Sono tre i tratti considerati rilevanti: la dimensione sociale data dalla polarità estroversione-introversione, quella emotiva corrispondente alla caratteristica di stabilità-instabilità, e la dimensione cognitivo-intellettiva. La combinazione alta estroversione-alta stabilità risulta quella più favorevole per il divertimento umoristico. All’altro estremo gli individui caratterizzati da alta introversione e bassa stabilità sono quelli che meno godono del piacere umoristico. Ma vediamo questa tipologia e le sue implicazioni per il senso dell’umorismo più analiticamente. L"’estroverso instabile" presenta, in particolare, caratteri di irrequietezza, volubilità, impulsività, ottimismo, tendenza all’azione. Nell’umorismo trova soprattutto la possibilità di esprimere l’aggressività in una maniera socialmente accettabile. Si diverte con barzellette di tipo etnico, politico ecc., dirette verso un gruppo esterno. Non considera molto l’aspetto intellettivo dello humour, non impiega in genere l’umorismo come mezzo di difesa e raramente fa dell’ autoironia. Preferisce le barzellette brevi e battute occasionali e spontanee (sessuale e/o aggressive). Gli scherzi lo divertono molto, ma non ama far da bersaglio. Apprezza ridere in compagnia, ma l’impulsività può indurlo a ridere anche in circostanze non opportune. Per l"’estroverso stabile", generalmente un individuo socievole, con buona autostima, sicuro, autonomo, la funzione sociale dell’umorismo è rilevante. Apprezza le battute aggressive ma non grossolane e distruttive. Non fa uso di satira denigratoria o di sarcasmo, né di umorismo nero (se non sofisticato) e cinico. Apprezza fare e accettare gli scherzi. Gli è congeniale raccontare barzellette e fare battute che favoriscono l’atmosfera di gruppo e contribuiscono alla sua popolarità. In genere ha un autocontrollo adeguato che gli evita di fare dello spirito o di ridere quando non è opportuno. L"’introverso instabile" corrisponde a una personalità poco caratterizzata dal divertimento e poco incline all’allegria. Č una persona che viene indicata, in qualche contesto gergale, come "sgodevole": aliena, per se e per gli altri, dal godimento. Facile ai cambiamenti di umore, al pessimismo, alle reazioni ansiose, resta spesso chiuso in se stesso. Quando indulge all’umorismo, preferisce la satira aggressiva, come espressione ed esportazione del suo vissuto inquieto e carico di tensione. Apprezza l’umorismo nero che è coerente con la sua visione cupa del mondo e riduce, proiettandole all’esterno, le sue ansie. Ama poco le compagnie ridanciane ed, eventualmente, preferisce humour scritto o disegnato che può consumare in solitudine. L"’introverso stabile" ha caratteristiche di calma, riflessività, amore per la tranquillità. Il suo umorismo è tendenzialmente di tipo intellettuale, apprezza il nonsense, i giochi di parole. Come gli piace impegnarsi nei cruciverba o simili, così lo diverte la risoluzione delle incongruità cognitive contenute nelle barzellette. Può apprezzare anche l’umorismo aggressivo e sessuale ma se si combina con una buona veste cognitiva; se risulta cioè "intelligente". Trova divertente l’umorismo assurdo, irreale, anche con intonazioni nere, se hanno un senso di grottesco. A parità dei tratti introversione-estroversione e stabilità-instabilità, la componente intellettiva interviene soprattutto a favorire, o meno, l’estensione delle possibilità di apprezzamento umoristico. Permette la comprensione, e la scelta, di e tra un maggior numero di stimoli e rende disponibile una più ampia varietà di elementi e sfumature percepibili e utilizzabili. La dimensione cognitiva entra anche negli aspetti qualitativi del godimento umoristico soprattutto nei riguardi del livello di complessità e raffinatezza. Una minor dotazione intellettiva porta a preferire materiale umoristico che comporta poca "sfida cognitiva". E vengono apprezzati gli scherzi, l’umorismo visivo, grezzo e semplice ("torte in faccia", giochi di parole elementari, battute sessuali grossolane, la comicità della parolaccia). Una più elevata dotazione intellettiva implica in genere un palato più esigente, che trae soddisfazione da un umorismo che impegna di più in senso cognitivo e ha elementi di raffinatezza formale e di contenuto maggiori. Il vantaggio di un’educazione umoristica intellettivamente più raffinata è che, in genere, mentre l’umorismo sofisticato non è accessibile a chi non ha gli strumenti per elaborarlo, per chi ha un senso dell’umorismo "alto" è possibile divertirsi anche con battute semplici e grasse, quando le circostanze, per esempio la tavolata allegra e un po’ bevuta, lo favorisce. La personalità come fonte di differenze A partire dai primi anni Ottanta, è stato compiuto un sistematico lavoro di ricerca sul rapporto tra caratteristiche di personalità e differenze nel senso dell’umorismo. Le variabili di personalità su cui si è in particolare posta l’attenzione sono state il "conservativismo" e la "ricerca di sensazioni Il conservativismo La scala adoperata per misurare il grado di conservativismo è quella di Wilson-Patterson, che è basata su cinquanta voci rispetto alle quali il soggetto deve esprimere il suo accordo o disaccordo. La domanda base è: "Delle seguenti cose quali sono quelle in cui crede o che vede con favore?". Le risposte possibili sono si , no" oppure "?" (che sta per non so"). Le voci riguardano aspetti come: "pena di morte", "verginità prematrimoniale", "musica rock", "autorità della Chiesa" ecc. Una persona che è più conservativa, stando alla scala di Wilson-Patterson, è una persona che tende a evitare il nuovo, il complesso e l’incongruo. Non ama gli stimoli e le risposte caratterizzate dall’incertezza. Tende a preferire forme più semplici e sicure di stimolazioni. Questo ha mostrato di avere un riflesso consistente nelle preferenze umoristiche. In diversi studi è risultato che le persone più conservative hanno trovato l’umorismo basato sulla risoluzione di incongruità più divertente e meno disturbante. Prevedendo infatti questo tipo di umorismo, una risoluzione più chiaramente individuabile lascia meno residui incerti e indefiniti del nonsense. Inoltre, una categoria particolare di "conservativi", che si può indicare come quella dei "duri", ha mostrato una particolare inclinazione per l’umorismo a contenuto sessuale. La ricerca di sensazioni La "ricerca di sensazioni" è definita come "un tratto caratterizzato dal bisogno di sensazioni ed esperienze varie, nuove e complesse e della tendenza ad assumere dei rischi fisici e sociali alla ricerca di queste esperienze. La scala prevede 40 coppie di frasi, e il soggetto deve indicare in quale delle due si riconosce di più, in ciascuna coppia. Per esempio: a mi piacciono le feste disinibite e "selvagge"; b preferisco le feste calme e con conversazioni interessanti. La "ricerca di sensazioni" e un tratto contrario a quello del conservativismo. E, conseguentemente, anche le preferenze umoristiche vanno in direzione opposta: i "ricercatori di sensazioni" apprezzano di più il nonsense, meno cognitivamente stabile, più sfumato, più incerto, e meno la tranquillità dell’incongruità con risoluzione. La sottocategoria dei "disinibiti" ha, a sua volta, mostrato di preferire il contenuto sessuale. |
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