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Funzioni sessuali e aggressive dell’umorismo Sono varie e variegate le funzioni che l’umorismo svolge in rapporto all’aggressività e alla sessualità. Alleggerisce la tensione nel conflitto tra spinte istintuali e controspinte della censura. Permette 1’ allentamento e il superamento di inibizioni una cui eccessiva rigidità sarebbe faticosamente tollerata e poco salutare. Consente di fare i conti, emotivamente ed eticamente, con argomenti altrimenti coperti da veti e divieti. Una storiella che tocca pesantemente il tema della violenza sessuale: "Sapete perché Pacciani - il mostro di Firenze - veniva sempre invitato alle feste? Perché portava sempre dei pezzi di figa." Per alcuni il fatto che la questione sia trattata umoristicamente è condizione sufficiente, ma anche necessaria, per far passare un discorso del genere. Altre condizioni non lo renderebbero neppure proponibile. (Per i lettori più negativamente reattivi a questa citazione - per i quali l’intonazione umoristica non è sufficiente - va osservato che ci sono altre due componenti da tener presente: una, interna alla storiella, ed è che la faccenda è relegata in una improbabile foresta ove anche alle leggi più radicate capita di essere inselvatichite; l’altra, esterna, ed è il contesto di studio e ricerca della presente trattazione.) Anche per l’aggressività si riesce, in generale, a gestire contenuti di un’intensità che non sarebbe in altro modo non solo apprezzabile ma neanche tollerabile. Questo può riguardare contenuti potenzialmente molto disturbanti, ed anche estremi. Ci sono barzellette che per alcuni sono inaccettabili anche solo da leggere, eppure per altri possono risultano divertenti. Sono barzellette che danno un senso esasperato a quello che diceva Bergson: "Il comico esige, per produrre tutto il suo effetto, qualcosa come una anestesia momentanea del cuore." Come nel caso che segue: "Nasce un bambino che ha solo la testa. Dopo un certo tempo spuntano, attaccati alla testa, prima un braccio, poi l’altro, poi le gambe. La mamma gli vuole comunque bene, e così gli dice: "Vai da papà a fargli una sorpresa". Il papà è nell’orto che sta vangando. Lui arriva, zampettando. Il papà si gira lo vede e... "SDAANG" con la vanga: "Che razza di ragno!!"." Oltre a queste funzioni di affronto e superamento di negatività, confini, limiti e censure, ve ne sono altre che si propongono in termini positivi. Nell’umorismo si può infatti produrre una funzione di rievocazione e di anticipazione del godimento sessuale. E vero, una barzelletta può valere come un sostituto di un rapporto sessuale, che prende, virtualmente e debolmente, il posto di quello che non può essere (e che si vorrebbe che fosse). Ma può anche essere un surrogato che ne ripropone le sensazioni; un tramite associativo che ne richiama le fragranze, gli aromi, i sapori. E può anche essere un "atto preparatorio". Avere una funzione tattica per favorire il gioco sessuale. Per Freud il raccontare barzellette sporche da parte di uomini in presenza di donne aveva il senso di un tentativo di seduzione. Vero ma parziale. Questo è una delle tante mosse sulla scacchiera delle relazioni sessuali, nella partita giocata dagli uomini così come dalle donne. Una partita fatta di ammiccamenti e di irrigidimenti, di segnali di interessamento e di disponibilità; di schermaglie all’insegna del "ti va...?" "mi piacerebbe però...". C’è anche un senso esplorativo, di accostamento graduale. La possibilità di parlare "per scherzo", obliquamente, consente di sondare il terreno, di entrare in contatto con argomenti e situazioni che non ci si sente di affrontare direttamente, di petto. Con la possibilità di andare avanti sapendo di poter fare retromarcia. Per gli adolescenti in particolare, che si sporgono attratti e titubanti, è una via lunga, ma più percorribile, più rassicurante, per avventurarsi nello scenario del sesso e dei rapporti tra sessi. Fare dell’umorismo è anche una fase che precede e prepara l’azione diretta. Essere scherzosi, il fiorettare con battute, propinare barzellette spinte, possono essere modi per abbassare le resistenze, scaldare l’atmosfera, accostarsi alla sessualità agita in maniera morbida, soft. Se non si rischiasse un’imputazione di maschilismo, si potrebbe dire che per vincere la riluttanza femminile invece della maschia forza fisica può tornare utile la forza dell’umorismo: la vis grata puellae assume le ridanciane sembianze della vis comica! Invece della bastonata, la battuta. Un esperimento di sesso e umorismo C’è un esperimento, non privo di una certa audacia, in cui sono stati indagati gli intrecci tra sesso e umorismo. Protagonista, come conduttrice, una giovane donna molto attraente. Interessava soprattutto vedere il ruolo dei fattori legati alla stimolazione e alla seduzione sessuale tra soggetti e conduttrice. Il disegno della ricerca prevedeva che i soggetti valutassero quanto trovavano divertenti 24 vignette, 8 delle quali vistosamente sessuali. I soggetti venivano a trovarsi in una delle seguenti quattro condizioni: 1. nella prima, la conduttrice vestiva in maniera da mettere in evidenza le proprie attrattive sessuali e si comportava in modo "provocante"; inoltre il soggetto doveva comunicare direttamente alla conduttrice le sue valutazioni, che provvedeva a trascriverli (condizione di "stimolazione sessuale! comunicazione"); 2. la componente di stimolazione sessuale era analoga alla precedente ma il soggetto doveva consegnare le proprie valutazioni alla segreteria del dipartimento, senza che la conduttrice li vedesse (stimolazione/non comunicazione); 3. la conduttrice vestiva e si comportava in maniera normale e il soggetto comunicava con lei direttamente come nel caso 1 (non stimolazione/comunicazione); 4. non c’erano componenti seduttive e le valutazioni del soggetto erano date alla segreteria (non stimolazione/non comunicazione). Secondo i risultati ottenuti le vignette di contenuto sessuale hanno avuto una valutazione di apprezzamento significativamente più elevata nelle prime due condizioni che non nelle ultime due. Questo mostra che una esplicita stimolazione sessuale ha un impatto chiaramente misurabile sull’apprezzamento di materiale umoristico a contenuto sessuale. Come dire che le vignette sessuali diventano più salienti e apprezzabili. Ma anche la semplice possibilità di comunicare la valutazione di divertimento all’attraente conduttrice ha incrementato il livello dei punteggi. Un po’ come se mostrare di aver dato un elevato punteggio per le vignette sessuali suonasse come "l’argomento mi interessa e vorrei che tu lo notassi". Anche in questo senso c’è quindi una valenza di tipo seduttivo, questa volta da parte dei soggetti. C’è ovviamente il dubbio se in questo caso il divertimento dichiarato sia reale o solo strumentale. L’ipotesi più probabile è che, anche se l’evenienza finzione non può essere esclusa, il gioco seduttivo-comunicativo sia esso stesso un ingrediente che comunque aggiunge una quota di piacere all’esperienza umoristica. |
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