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Somiglianze e differenze tra uomini e donne circa l’umorismo In maniera generale e sommaria, non è possibile parlare né di differenze né di mancanza di differenze nel senso dell’umorismo in base al sesso. Alcuni indizi deporrebbero comunque per l’esistenza di una diversità. Tradizionalmente e tipicamente i comici sono in larga misura di più maschi. E molto più frequente che siano dei maschi a raccontare barzellette in una compagnia. Le barzellette sessuali sono in genere appannaggio di cerchie maschili. E via differenziando. Ma, dall’altro lato, ci sono attrici comiche che, almeno da qualche tempo, hanno raggiunto popolarità e successo. E succede di sentire donne che si divertono alle lacrime o raccontano con disinvoltura e abilità barzellette grevi di sessualità. Ma come i diversi sessi si vedono su questo punto? E stata esaminata l’immagine che hanno di sé adolescenti con diversi punteggi al test sul senso dell’umorismo. A tal fine è stato utilizzato per la rilevazione uno strumento consistente in 16 coppie di aggettivi (sul tipo del differenziale semantico), come "attivo" "passivo", "disordinato" "ordinato" ecc. Il soggetto doveva indicare (da 1 a 10) a quale dei due poli si ritrovava più vicino. Tra i maschi non è emersa una differenza significativa tra umoristi e non umoristi, se non relativamente al fatto che gli umoristi si percepivano come più attivi, allegri e con più senso dell’umorismo (il che semplicemente tende a riconfermare la caratteristica in base alla quale erano stati selezionati). Più differenze vi sono state per le ragazze: le umoriste sono risultate più attive, forti, veloci, testarde, disinvolte, allegre, sicure di sé, disordinate e con più senso dell’umorismo. La cosa che colpisce è che in buona parte si tratta di caratteristiche rispondenti a un’immagine maschile, o almeno a una visione tradizionale di qualità più maschili. L’interpretazione possibile è duplice e divaricata: da un lato può essere inteso come una forma di conformismo al modello maschile (le umoriste sarebbero meno femminili); dall’altro può corrispondere invece a un‘acquisizione di qualità altrimenti poco consentite e favorite nelle ragazze, come superamento di limiti e riserve su ciò che è maschile e ciò che è femminile. Il dato generale riportato è che, stando ai test, il numero degli umoristi è sistematicamente risultato superiore di quello delle umoriste. La questione continua a proporsi come delicata e aperta. Alcune considerazioni orientative possono comunque essere così enunciate: 1. le diversità possono essere legate a un diverso stile educativo, che rende più o meno probabile che si sviluppi una tendenza, e una capacità, a divertirsi ascoltando o raccontando barzellette, o barzellette di un certo tipo. Questo può riguardare tutti gli aspetti che interessano l’umorismo, per esempio anche il modo di ridere. Un risolino è, per stereotipo, più femminile; una risata sguaiata è più da maschio. Come dire che giocare con le bambole o con le pistole influenza anche l’umorismo; 2. il mondo dell’esperienza (e l’esperienza del mondo) può essere un altro fattore di diversità. In termini cognitivi questo si traduce in modelli di riferimento differenziati, per cui anche quello che è incongruo o congruente può non essere sovrapponibile tra i sessi. E questo è estendibile anche alla dimensione dinamica: è possibile che il principio della padronanza, della salienza e della sintonia operino in maniera diversa, se e in quanto sono diverse le esperienze emozionali, motivazionali e affettive; 3. è comunque possibile che le differenze all’interno dello stesso sesso siano almeno tanto, se non più, significative di quelle tra i sessi. Un maschio può preferire delle barzellette, o un film comico, di tipo diverso da quelli preferiti da una femmina. Ma un maschio estroverso può avere gusti più simili a quelli di una femmina estroversa che non rispetto a un maschio introverso; 4. si può ipotizzare, in base ai punti precedenti, che le differenze nel senso dell’umorismo tendono ad attenuarsi con il ridursi delle differenze negli stili educativi, dei riferimenti culturali, della posizione e del ruolo sociale. In fondo la domanda iniziale può essere riformulata, meno tendenziosamente, chiedendosi: "Esistono differenze tra i sessi nel senso dell’umorismo?". E la risposta è strettamente legata a un interrogativo più generale e radicale: "Esistono differenze tra i sessi?". La risposta che si ritiene di dare a questa domanda non può che essere la stessa che riguarderà anche il senso dell’umorismo.
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