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La teoria degli script nell’umorismo Una delle teorie formulate negli ultimi annidi maggior interesse è la "script theory", o teoria dei copioni (copioni, nel senso di sceneggiature). Oltre che per la sua fertilità di ricerca, è il caso di citarla perché ha consistenti analogie con le analisi psicologiche basate sull’incongruità; tanto da essere stata anche confusa per una variante di queste. E invece una teoria, proposta dal linguista Victor Raskin, centrata sui meccanismi semantici. Cos ‘è uno script? Ogni parola che compare in un testo evoca un gran numero di altre parole. Così MEDICO richiama "laureato in medicina’’, ‘‘cura’’, ‘‘malattia’’, ‘‘visite’’ ecc., così come AMANTE richiama "sesso’’, "incontri segreti" ecc. Lo script. la sceneggiatura, è l’insieme di queste voci che la parola data evoca. Ora, su questa base, per la script theory un testo è umoristico quando contempla le seguenti tre condizioni: 1. contiene 2 script parzialmente sovrapposti (cioè, il testo può essere interpretato, interamente o in parte, secondo due script differenti); 2. i due script devono essere in opposizione tra loro (l’uno deve essere incompatibile con l’altro, almeno rispetto al testo dato); 3. è presente un termine o un’espressione, nella battuta conclusiva, che fa scattare il passaggio da uno script all’altro. Vediamo come questi tre punti si applicano all’esempio che è stato utilizzato da Raskin per illustrare la sua teoria: "È in casa il dottore?", chiede il paziente con voce bassa e rauca. "No", sussurra la bella e giovane moglie del medico. "Entri pure." Sono presenti due copioni, MEDICO e AMANTE, che risultano in opposizione tra loro: uno è realistico rispetto alla situazione di un paziente che si reca dal medico, e l’altro no; uno non ha a che fare con il sesso, l’altro sì (le opposizioni dunque sono REALISMO/NON REALISMO, SESSO/NON SESSO). Il copione MEDICO è richiamato dagli elementi "dottore", "paziente", "voce bassa e rauca". La domanda del paziente che suona alla porta è del tutto naturale. E anche la risposta negativa lo è. L’aggiunta successiva invece è incoerente con il copione MEDICO (non c’è ragione che il paziente entri se il medico non c’è; così come non è del tutto adeguato che la moglie del dottore sussurri). Questa aggiunta fa scattare il passaggio a un altro copione, alternativo, che è quello di una situazione di un incontro tra amanti. Con questo copione sono coerenti gli elementi "moglie bella e giovane", il sussurrare e l’invito a entrare. È interessante notare come la sovrapposizione e l’opposizione degli script enunciati dalla teoria possano essere riletti in termini di analisi informazionale legata al concetto di incongruità. La frase "Entri pure" è incongrua rispetto al modello cognitivo evocato fino a quel punto (MEDICO) e la regola cognitiva che la risolve è legata alla possibilità di interpretarla come passaggio al modello cognitivo AMANTE. Gli elementi di affinità tra teoria dell’ ‘incongruità e script theory non devono però far sottostimare le differenze, che sono disciplinari e di tipo di analisi. Differenze che in realtà consentono di gettare luce su aspetti diversi e illuminare in modo più efficace lo stesso fenomeno. Le diversità possono, con approssimazione, essere così sintetizzate: la script theory usa strumenti semantici e pone l’attenzione sul testo; la teoria dell’ incongruità usa mezzi dell’indagine cognitiva e si focalizza sull’elaborazione che del testo fa il soggetto. |
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